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Decesso di Cisse Camara dopo il ricovero: il caso dell’omicidio a Genova

Dopo l'arresto avvenuto a seguito del delitto del 30 maggio nel parco di Villetta Di Negro, il 42enne Cisse Camara è deceduto in Rianimazione all'Ospedale San Martino dopo un rapido aggravamento clinico.

Decesso di Cisse Camara dopo il ricovero: il caso dell’omicidio a Genova

Nel capoluogo ligure si è concluso il ricovero di Cisse Camara42enne originario del Senegal che era finito in carcere con l’accusa di aver ucciso Petro Alberto Paolo Signor48 anni. Il delitto era avvenuto il 30 maggio nel parco di Villetta Di Negronel centro di Genovae aveva portato all’intervento dei militari del Carabinieriin particolare del Nucleo Radiomobileche avevano fermato l’uomo prima di accompagnarlo in ospedale per le condizioni cliniche riscontrate.

Il trasferimento al San Martino aveva segnato l’inizio di un rapido peggioramento delle condizioni di Camara: dai primi accertamenti diagnostici era emersa una grave polmonitecomplicata dall’uso di sostanze stupefacenti secondo quanto comunicato dalla Direzione sanitaria dell’Ospedale San Martino. Successivamente i medici hanno registrato un deterioramento neurologico che ha portato prima alla sedazione e poi al coma, fino al decesso avvenuto in reparto di Rianimazione.

Gli eventi al parco di Villetta Di Negro e l’intervento dei carabinieri

La vicenda ha avuto inizio il 30 maggio all’interno del parco di Villetta Di Negrouna zona pubblica del centro di Genovadove è stato ritrovato il corpo di Petro Alberto Paolo Signor48 anni. A seguito del ritrovamento, il personale del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri ha individuato e bloccato il presunto responsabile. Al momento dell’arresto, Camara è stato accompagnato in ospedale dopo avere dato segni di agitazione e di alterazione dello stato fisico, circostanze che hanno reso necessaria una valutazione sanitaria immediata.

Tempistica e primi accertamenti clinici

All’ingresso al Pronto Soccorso del San Martinoil quadro clinico del 42enne ha subito presto una svolta: gli esami hanno evidenziato una polmonite graveche ha richiesto terapie intensive e monitoraggio. Secondo la Direzione sanitaria, l’infezione è risultata aggravata anche dall’assunzione di sostanze stupefacenti, fattore che ha complicato la gestione terapeutica e il decorso clinico.

Il ricovero in Rianimazione e il peggioramento neurologico

Durante il ricovero l’andamento clinico è peggiorato: i medici hanno proceduto con la sedazione e l’intubazione per sostenere la funzione respiratoria e controllare lo stato di coscienza. Come riportato dalla struttura ospedaliera, “L’uomo, intubato e sedato, è stato trasferito dalla Rianimazione del primo piano del pronto soccorso; alla Rianimazione M3 diretta dal professor Nicolò Patroniti“. Il trasferimento in terapia intensiva specialistica si è reso necessario per affrontare sia la componente respiratoria sia le problematiche neurologiche insorte.

Il decorso è stato segnato da complicazioni neurologiche che hanno condotto a uno stato di coma irreversibile. Nonostante i tentativi terapeutici, le condizioni sono poi precipitate fino al decesso avvenuto nel reparto di Rianimazione dell’Ospedale San Martino. La notizia del decesso chiude la parentesi ospedaliera del caso, lasciando aperte le implicazioni giudiziarie legate all’accusa di omicidio.

Ruolo della Direzione sanitaria e reperti ospedalieri

La Direzione sanitaria dell’Ospedale San Martino ha seguito direttamente il caso clinico, coordinando il passaggio tra i reparti e le procedure intensive. La gestione ha coinvolto la Rianimazione M3 diretta dal professor Nicolò Patronitireparto specializzato nella cura di pazienti con insufficienza respiratoria e complicazioni neurologiche complesse. L’intervento multidisciplinare ha cercato di contrastare sia l’infezione polmonare sia le conseguenze sistemiche dell’uso di sostanze.

Dal punto di vista sanitario, la sequenza degli eventi registrata — polmonite grave, sedazione, insorgenza di problemi neurologici, trasferimento in Rianimazione e successivo decesso — descrive un quadro clinico complesso e rapidamente evolutivo. Le autorità sanitarie e giudiziarie coinvolte continueranno a gestire le procedure conseguenti al caso, mentre la comunità di Genova Levante resta scossa dall’accaduto.

Per informazioni di carattere amministrativo, nei registri legali e societari figure come CMP Blue Media S.r.l. con sede in Piazza Dante 6/3 e i dati fiscali 02963780990 compaiono negli avvisi legati alla pubblicazione e diffusione di notizie, ma non sono parte attiva nel caso giudiziario che riguarda l’omicidio e il successivo ricovero ospedaliero.

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