Una vacanza che avrebbe dovuto essere rilassante si è trasformata in un incubo per Valeria Corno e Walter Oliva, una coppia di genovesi che ha vissuto momenti di grande tensione a bordo del traghetto Gnv. Durante il viaggio di ritorno dalla Sardegna, venerdì sera, un incendio ha scatenato il panico tra i passeggeri, costringendoli a trascorrere 28 ore sulla nave prima di poter finalmente sbarcare a Porto Torres.
Dopo lo sbarco, i due hanno condiviso la loro esperienza, descrivendo i momenti di confusione e paura vissuti durante l’emergenza. La loro testimonianza offre uno sguardo dettagliato su come si è svolta la gestione dell’incendio e sulle difficoltà incontrate dai passeggeri.
L’allarme e la confusione iniziale
Erano le 20,30 quando Valeria e Walter, dopo aver finito di cenare, hanno sentito l’allarme dagli altoparlanti. “Abbiamo sentito la chiamata dell’equipaggio – raccontano – ma all’inizio non ci abbiamo fatto troppo caso. Poi è scattato l’allarme e ci è stato detto di prendere i giubbotti di salvataggio e recarci al punto di ritrovo.”
Tuttavia, la coppia ha incontrato subito delle difficoltà: “Non sapevamo dove fossero né i giubbotti né il punto di ritrovo perché nessuno ce lo aveva indicato”, spiegano. Anche le informazioni ricevute nelle prime fasi dell’emergenza sarebbero state limitate: “Abbiamo chiesto indicazioni ad alcuni membri dell’equipaggio, ma ci è sembrato che non sapessero come risponderci o che ci fornissero indicazioni contraddittorie.”
Secondo Valeria e Walter, gran parte del personale era impegnata nelle operazioni di spegnimento, ma questo ha lasciato i passeggeri in una situazione di grande incertezza. “In quei momenti ci siamo sentiti soli e spaventati”, confessano.
Le difficoltà durante l’emergenza
Grazie alle indicazioni di altri viaggiatori, la coppia è riuscita a individuare il punto di raccolta e a recuperare i giubbotti di salvataggio. Tuttavia, la situazione non è migliorata: “Siamo rimasti cinque ore sul ponte, accanto alle scialuppe”, raccontano.
Una volta domato l’incendio, per ragioni di sicurezza, i viaggiatori sono stati fatti rientrare solo in alcune aree comuni. “I bar erano chiusi – raccontano – noi abbiamo ricevuto solo tre bottigliette d’acqua in 24 ore.”
Al loro sbarco a Porto Torres, la Protezione Civile e le Pubbliche Assistenze hanno distribuito generi alimentari e acqua, offrendo un po’ di sollievo ai passeggeri.
Le indagini e le dichiarazioni della compagnia
Ora resta da chiarire l’origine del rogo e verificare la gestione dell’emergenza. Andrea Murano, legale della coppia, spiega: “Verranno svolti accertamenti per ricostruire quanto accaduto e verificare il rispetto delle procedure previste. Sarà importante comprendere se ai passeggeri sia stata garantita tutta l’assistenza necessaria.”
Da parte della Gnvdurante la giornata sono arrivate le seguenti dichiarazioni: “La compagnia è pienamente impegnata nell’assistenza ai passeggeri e sta operando per garantire loro il massimo supporto in questa fase.”
Ai passeggeri sarà inoltre riconosciuto il rimborso integrale del viaggio oltre a tutte le altre forme di assistenza, compensazione e tutela previste dalla normativa Ue. “Esprimiamo il nostro rammarico per il disagio arrecato ai passeggeri e li ringraziamo per la collaborazione, la pazienza e il senso di responsabilità dimostrati durante tutte le fasi dell’evento”, conclude la compagnia.



