Il Tribunale di Genova ha pronunciato una decisione definitiva sul contendere relativo all’aumento di capitale del Genoa deliberato il 14 dicembre 2026. Con un documento giudiziario che supera le cinquanta pagine, la corte ha respinto l’impugnazione presentata da ACap società subentrata nella titolarità del club in qualità di creditore dopo l’uscita dei 777 Partners, e ha accolto integralmente le argomentazioni difensive sostenute dal Genoa.
La vicenda, caratterizzata da contestazioni sulle modalità dell’assemblea e sulla validità della delibera, aveva già visto respinte le eccezioni in sede cautelare. La sentenza di merito del Tribunale di Genova ribadisce e approfondisce quei rilievi, condannando inoltre ACM al pagamento delle spese processuali.
Le ragioni giuridiche alla base del rigetto del ricorso
Nel contenzioso ACap aveva sollevato diverse censure formali e sostanziali: l’asserita mancata partecipazione all’assemblea di ACap l’ipotesi di inesistenza, annullabilità o nullità della delibera per varie violazioni, oltre all’accusa di illiceità dell’oggetto o della causa della delibera. Altri profili includevano la presunta illegittimità dell’esclusione del diritto di opzione la mancata informativa della convocazione dell’assemblea ad ACM e l’addebito di un voto in assemblea da parte di 777 Genoa Holdings Srl espresso in conflitto di interessi.
Il Tribunale ha esaminato ciascuna di queste contestazioni e le ha ritenute prive di fondamento, respingendo nel merito tutte le contestazioni mosse da ACap. La sentenza, come osserva il club, ricostruisce in modo più articolato quanto già deciso nelle fasi cautelari, fornendo motivazioni che consolidano la posizione del Genoa.
Conseguenze processuali e oneri a carico di ACM
Oltre al rigetto del ricorso, la pronuncia giudiziaria ha comportato la condanna di ACM al pagamento delle spese legali. Questo esito rafforza la portata della decisione di merito e riduce l’area di incertezza attorno alla delibera di aumento di capitale, dando al club una conferma formale della legittimità delle proprie scelte societarie.
Il sequestro conservativo sulle azioni di ACap e il valore coinvolto
Nonostante la sconfitta processuale di ACap, permane un elemento patrimoniale rilevante: resta confermato il sequestro conservativo sulle azioni ancora in capo ad ACap, pari al 23% del capitale sociale del Genoa. Il controvalore di tale blocco azionario è quantificato in 28,1 milioni. Il provvedimento era stato disposto dal Tribunale di Genova nella scorsa primavera e le azioni sono state poste sotto la custodia del dott. Ermanno Martinetto nominato dall’autorità giudiziaria.
Il sequestro era stato originato da un debito non saldato da parte di ACap nei confronti del club rossoblù.
Implicazioni per la governance del Genoa
La decisione del Tribunale di Genova rappresenta un punto di svolta per la gestione aziendale del club, sancendo la validità dell’operazione societaria impugnata e consolidando la posizione del Genoa rispetto alle contestazioni mosse da ACap. La conferma giudiziaria offre al club maggiore chiarezza sul piano giuridico e contribuisce a stabilizzare gli elementi decisionali interni, pur lasciando aperti gli effetti pratici legati al sequestro del 23% delle azioni.
Dal punto di vista legale, il Genoa è stato assistito dallo studio legale Bonelli Erede con gli avvocati Marco AratoLaura SalvaneschiRiccardo BordiLuigi Chiarella e Federico Sacchi. Per parte avversa, ACM proprietaria di ACap, era assistita dagli avvocati Vincenzo Roppo e Valerio Pescatore. Queste rappresentanze hanno figurato nei passaggi processuali che hanno portato alla sentenza di oltre 50 pagine ora depositata.
Ermanno Martinetto.



