Oggi a Rapallo si sono chiuse le celebrazioni dedicate alla Madonna di Montallegro patrona della città, con una funzione che ha unito aspetti religiosi e istituzionali. La giornata si è svolta sul sagrato del santuario, dove il canto del Te Deum ha accompagnato la benedizione rivolta alla comunità cittadina; a seguire si è svolta la rituale cerimonia dello “scioglimento del voto” formalità che rinnova un impegno storico tra il Comune e la direzione del santuario.
Il rito conserva un legame diretto con due gravi episodi di peste che colpirono la comunità nei secoli passati: le epidemie del 1579-80 e del 1590-91. Secondo la tradizione che motiva l’impegno civico, la città fu risparmiata grazie all’intervento miracoloso della Madonna, e da allora il Comune mantiene un tributo annuale al santuario, sancito da un atto formale tra le parti coinvolte.
Celebrazioni e rito dello “scioglimento del voto” a Rapallo
La giornata odierna è stata scandita da momenti liturgici e civili concatenati: il canto del Te Deum ha aperto la parte religiosa, mentre la benedizione della città dal sagrato ha rappresentato il gesto simbolico più visibile per i fedeli riuniti. Lo “scioglimento del voto” atto che rinnova l’impegno economico e rituale del Comune nei confronti del santuario, è stato firmato come tradizione durante la cerimonia tra l’ente comunale e la direzione del santuario. Questo rito è il segno tangibile di un patto storico che collega volontà civica e devozione popolare.
La formalità dello scioglimento mantiene, oltre alla valenza simbolica, una componente amministrativa: ogni anno il Comune di Rapallo provvede al versamento di un tributo destinato al santuario. Il gesto, che perse nel tempo il carattere emergenziale per assumere quello commemorativo, richiama la memoria delle epidemie del 1579-80 e del 1590-91 e riafferma il vincolo tra istituzioni e comunità religiosa.
Presenze istituzionali e figure religiose della cerimonia
Alla funzione di questa mattina hanno partecipato rappresentanti sia del mondo ecclesiastico che di quello civico. Tra le autorità religiose erano presenti il vescovo diocesano Giampio Devasini il parroco Stefano Curottto e il rettore del santuario Gianluca Trovato. La presenza del vescovo ha dato il carattere ufficiale alla celebrazione, sottolineando il collegamento tra la Chiesa locale e la devozione verso la patrona.
Rappresentanza civica e autorità
Per l’amministrazione comunale hanno partecipato il sindaco Elisabetta Ricci il presidente del Consiglio Mentore Campodonico e il segretario comunale Mario Vittorio Canessa. Alla cerimonia hanno preso parte anche l’onorevole Roberto Bagnasco autorità militari, i membri della giunta e consiglieri comunali, oltre a rappresentanti delle associazioni cittadine. La compresenza di istituzioni civili e religiose ha reso evidente il carattere collettivo della ricorrenza, che unisce memoria storica e ritualità pubblica.
Il dialogo tra le componenti presenti si è svolto in forma solenne ma anche vicina alla comunità: la benedizione dal sagrato è stata rivolta alla popolazione di Rapallo, mentre il rito amministrativo ha ribadito l’impegno concreto del Comune nei confronti del santuario. In questo senso la giornata ha funzionato sia come momento devozionale sia come conferma di responsabilità istituzionale.
Il significato storico e sociale della ricorrenza a Rapallo
La cerimonia di oggi rientra in una tradizione che intreccia memoria storica e devozione: il riferimento alle pestilenze del 1579-80 e del 1590-91 resta centrale per comprendere perché il Comune versi ogni anno un tributo al santuario. Questo legame è un esempio di come eventi drammatici del passato si trasformino in pratiche rituali che cementano il tessuto sociale e istituzionale locale.
La celebrazione odierna a Rapallo, con la partecipazione delle figure elencate, ha confermato l’importanza di conservare riti che fungono da collante comunitario. La presenza del vescovo Giampio Devasini e dei referenti civici ha dato concretezza a un appuntamento che non è soltanto religioso ma anche civico: una manifestazione in cui fede, storia e amministrazione si incontrano sul sagrato del santuario.



