La mappa termica di Genova mette in luce uno squilibrio urbano che interessa buona parte degli abitanti: l’84% della popolazione cittadina, pari a oltre 472mila persone, risiede in quartieri etichettati come zone rosse per le isole di calore urbane. In queste aree si registrano incrementi della temperatura superficiale che superano gli 11°C un divario significativo rispetto alle zone meno urbanizzate.
Questo fenomeno non è omogeneo: alcune porzioni della città risultano molto più calde di altre, creando una dicotomia interna con implicazioni sulla salute, sul consumo energetico e sulla vivibilità. Le autorità locali, rappresentate dal Comune hanno iniziato a predisporre interventi mirati per ridurre l’impatto delle isole di calore.
Dati e impatto delle isole di calore a Genova
Le analisi sulle superfici urbane evidenziano che vaste aree cittadine sono classificate come zone rosse un termine adottato per indicare settori dove la aumento di temperatura superficiale raggiunge livelli critici. Nel caso di Genova, questo significa differenze termiche che possono superare gli 11°C tra punti della città e aree periferiche o meno urbanizzate. Il peso demografico di questa realtà è rilevante: oltre 472mila residenti vivono in questi quartieri, corrispondenti all’84% dell’intera popolazione comunale coinvolta nelle rilevazioni.
Le conseguenze pratiche di tali scostamenti di temperatura spaziano dalla crescente domanda di raffrescamento nei mesi caldi all’aumento del rischio per categorie sensibili (anziani, bambini, persone con patologie respiratorie o cardiovascolari). Inoltre, superfici molto calde contribuiscono a fenomeni di degrado degli elementi stradali e a un maggior consumo energetico per climatizzazione, con impatti economici e ambientali.
Variazioni per quartiere e disuguaglianze climatiche
All’interno della città esistono differenze significative: alcuni quartieri presentano una concentrazione di superfici impermeabili e assorbenti che amplificano l’effetto isola di calore, rendendo alcune vie e piazze letteralmente roventi rispetto ad altre. Queste disparità climatiche coincidono spesso con densità edilizie elevate e scarsa presenza di aree verdi, accentuando il fenomeno e la sua percezione sociale.
Interventi del Comune: depaving e asfalto chiaro nel centro
Per contrastare l’aggravarsi delle isole di calore urbane il Comune ha avviato i primi lavori concreti, puntando su due tipi di intervento citati pubblicamente: il depaving e la posa di asfalto chiaro nelle aree centrali. Il depaving consiste nella rimozione o nella riduzione di superfici impermeabili, sostituite con materiali che consentono maggiore permeabilità e, dove possibile, con soluzioni verdi che favoriscono raffrescamento naturale.
La scelta dell’asfalto chiaro per le vie del centro nasce dall’obiettivo di aumentare l’albedo superficiale, cioè la capacità delle superfici di riflettere parte della radiazione solare, contribuendo così a contenere l’innalzamento delle temperature superficiali rispetto all’asfalto tradizionale più scuro. Queste misure sono presentate come i primi passi di un piano più ampio, mirato a ridurre l’impatto termico nelle zone più colpite.
Quali effetti attesi dagli interventi
Gli interventi di depaving e l’adozione di asfalto chiaro dovrebbero portare a una riduzione locale delle temperature superficiali e a benefici tangibili per la vivibilità urbana: minori picchi di calore nelle ore di massima insolazione, riduzione del consumo energetico per il raffrescamento e un possibile miglioramento della qualità dell’aria. Tuttavia, l’efficacia di questi provvedimenti dipenderà dall’estensione degli interventi e dalla loro integrazione con altre soluzioni verdi e di pianificazione urbana.
La mappa della città e i numeri citati sottolineano l’urgenza di misure coordinate: con l’84% della popolazione che vive in zone rosse e i picchi superiori agli 11°C la sfida per il Comune è trasformare interventi puntuali in strategie sistemiche capaci di mitigare il fenomeno su scala urbana.
In questo quadro, le prime opere di depaving e l’asfalto chiaro rappresentano un avvio operativo che rimette al centro il rapporto fra superfici urbane, materiali e benessere dei residenti, ma la portata del problema richiede monitoraggi continui e scelte integrate per contenere le isole di calore e ridurre gli effetti più immediati sulle comunità cittadine.



