Un 38enne napoletano è stato arrestato martedì 7 luglio 2026 a Milano su ordinanza cautelare del G.I.P. di Genova per una truffa aggravata ai danni di un’87enne di Chiavari avvenuta a maggio. L’uomo è gravemente indiziato di aver sottratto gioielli e oro per circa 20.000 euro.
Il caso è rilevante per la modalità del raggiro, che ha sfruttato la vulnerabilità di un’anziana con un falso allarme su un presunto incidente e arresto di un familiare. Ultimo aggiornamento: 8 luglio 2026.
Arresto e misura cautelare del G.I.P. di Genova
Le indagini dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Chiavari hanno ricostruito la sequenza dei fatti dal presunto autore fino alla sua intercettazione presso la Stazione Ferroviaria di Milano. L’ordinanza cautelare è stata emessa dal G.I.P. del Tribunale di Genova al termine di approfondimenti che hanno consolidato il quadro indiziario relativo alla truffa aggravata.
Il 38enne è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale dove dovrà rispondere delle contestazioni all’autorità giudiziaria. L’azione rientra in attività mirate di contrasto alle truffe agli anziani fenomeno che richiede interventi rapidi e coordinati.
Il modus operandi: telefonista e trasfertista
Secondo quanto ricostruito, il 38enne ha agito come trasfertista/corriere ruolo operativo che prevede il ritiro di denaro contante o beni di valore dalle abitazioni delle vittime. Il contatto iniziale sarebbe stato gestito da un complice telefonista che si sarebbe qualificato come appartenente alle forze dell’ordine e avrebbe riferito di un grave incidente stradale con arresto di un congiunto.
Alla donna è stato prospettato il pagamento di una presunta scarcerazione con consegna di preziosi a un sedicente esponente delle Forze di Polizia o a un delegato del Tribunale. La dinamica si colloca in uno schema di raggiro che sfrutta paura e ansia per indurre la consegna di beni.
Intercettazione alla stazione di Milano e refurtiva
L’uomo è stato inizialmente fermato alla Stazione di Milano dove è stato trovato in possesso della refurtiva. In quella circostanza gli è stato contestato anche il reato di ricettazione. La refurtiva è stata poi restituita alla vittima, elemento che ha chiuso il cerchio sulla parte patrimoniale del reato.
Le attività investigative hanno sfruttato la videosorveglianza e la descrizione fornita dall’anziana, consentendo l’identificazione e il tracciamento degli spostamenti successivi al fatto. La collaborazione tra i militari di Chiavari e i colleghi operativi su Milano ha reso possibile l’esecuzione tempestiva della misura.
Indagini e collaborazione tra reparti
Gli elementi raccolti hanno permesso di collegare l’indagato all’episodio di Chiavari delineando il suo presunto ruolo nella rete di truffe. La sinergia tra reparti e l’uso di sistemi di videosorveglianza hanno avuto un impatto determinante nell’individuazione del trasfertista e nella ricostruzione dei passaggi chiave.
L’aggiornamento riunisce gli esiti del fermo a Milano il successivo recupero dei beni e l’emissione della misura cautelare da Genova offrendo un quadro coerente dello sviluppo dell’inchiesta e delle azioni intraprese a tutela delle persone anziane.



