Intorno all’1:30 della notte del 10 luglio 2026 la sicurezza di un locale in Lungobisagno Dalmazia a Genova è stata messa alla prova: una notifica dall’app collegata alle telecamere ha allertato il titolare, che ha seguito in diretta quanto stava accadendo all’interno del bar.
La chiamata al centralino della Questura ha fatto scattare l’intervento degli agenti dell’UPGSP. Il rapido arrivo delle volanti ha permesso di bloccare la scena e fermare due persone ritenute responsabili del reato.
Intervento della Polizia di Stato e operazioni sul posto
L’arrivo della squadra in zona ha circoscritto l’area attorno al locale per evitare fughe. Gli agenti della Polizia di Stato di Genova hanno fatto ingresso nel locale e hanno trovato una donna nei pressi di una uscita sul retro, mentre un uomo era ancora all’interno con il volto coperto. La donna, identificata come una 38enne, aveva con sé un piede di porco e una scatola contenente le mance del bar. Il complice, un 44enne, indossava un passamontagna e stava tentando di aprire la cassa automatica del locale.
Fermo, perquisizione e sequestro
Entrambi sono stati tratti in arresto in flagranza per tentato furto aggravato in concorso. Durante le operazioni di identificazione, l’uomo è stato anche denunciato per aver fornito false generalità agli agenti. Il materiale utilizzato per il tentativo di furto è stato posto sotto sequestro dagli operatori di polizia e la scatola con le mance è stata riconsegnata al titolare del bar.
Tempistica, responsabilità e procedure successive
Secondo gli elementi raccolti dagli investigatori, l’allarme attivato e trasmesso al telefono del proprietario ha consentito di documentare in tempo reale la scena e di attivare prontamente la sala operativa della Questura. La rapidità dell’intervento è stata determinante per impedire la riuscita del reato e per assicurare i presunti responsabili alla giustizia.
I due arrestati sono stati accompagnati in Questura e sono in attesa del procedimento per direttissima. Le autorità hanno seguito le procedure standard previste in questi casi, compresa la verbalizzazione degli atti e il sequestro degli strumenti impiegati per il reato.
Ruolo della videosorveglianza nella prevenzione dei reati
La vicenda sottolinea il ruolo pratico delle tecnologie di sorveglianza integrate con servizi di allerta remota: la notifica inviata allo smartphone del titolare ha permesso di ottenere immagini in tempo reale e di fornire elementi probatori utili agli agenti. L’episodio ribadisce come l’adozione di sistemi di sicurezza possa accelerare le risposte delle forze dell’ordine e limitare i danni materiali e patrimoniali.
La segnalazione ha inoltre consentito di circoscrivere con precisione i momenti dell’evento, documentando il comportamento dei sospetti: l’uomo con il passamontagna all’interno del locale e la donna che fungeva da palo espressione usata dagli investigatori per descrivere il ruolo di chi sorveglia l’area per facilitare il complice.
Dati essenziali dell’operazione a Genova
Le persone tratte in arresto sono un uomo di 44 anni e una donna di 38 anni; il reato contestato è il tentato furto aggravato in concorso. Gli enti intervenuti sono la Polizia di Stato di Genova attraverso l’UPGSP e la Questura locale.
Le autorità hanno precisato che gli indagati saranno processati con le misure previste per i reati contestati e che il materiale sequestrato resterà a disposizione delle indagini per ulteriori accertamenti.



