Le città italiane stanno affrontando una sfida sempre più pressante: il surriscaldamento urbano. Con l’aumento delle temperature estive, l’effetto isola di calore diventa un problema critico per la salute pubblica e la qualità della vita. Una soluzione emergente, supportata da recenti studi scientifici, è l’aumento della copertura arborea nelle aree urbane.
Uno studio condotto da un team dell’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iret) e del College of Environmental Science and Forestry della State University of New York (SUNY-ESF) ha analizzato l’impatto degli alberi urbani su dieci città italiane: Bari, Bologna, Bolzano, Cagliari, Firenze, Genova, Palermo, Roma, Torino e Verona. I risultati, pubblicati sulla rivista Nature Partner Journal Urban Sustainability mostrano che una copertura arborea del 30% potrebbe ridurre significativamente l’impatto delle ondate di calore.
L’impatto delle foreste urbane sulle ondate di calore
Il modello climatico urbano i-Tree Cool Air utilizzato nello studio, combina dati su temperatura, umidità, copertura del suolo e vegetazione. Questo strumento sofisticato ha permesso di stimare come gli alberi raffreddino l’ambiente attraverso l’ombreggiamento e l’evapotraspirazione il processo con cui gli alberi rilasciano acqua nell’atmosfera contribuendo a dissipare il calore.
Secondo le stime, durante l’ondata di calore del 2003, una copertura arborea del 30% avrebbe potuto ridurre del 36% l’impatto del calore sulla popolazione anziana. Questo risultato è particolarmente rilevante per i quartieri più cementificati e densamente abitati, dove l’effetto dell’isola di calore urbana è più intenso.
I benefici degli alberi in città
La presenza di alberi in città non solo riduce il surriscaldamento, ma offre anche numerosi altri benefici. Tra questi, una riduzione dell’inquinamento atmosferico un miglior deflusso delle acque piovane grazie a superfici più permeabili e un maggiore assorbimento di CO2. Inoltre, gli alberi contribuiscono a migliorare la qualità della vita e la salute pubblica.
Tuttavia, la disponibilità d’acqua è un fattore cruciale. Nei climi mediterranei, sempre più soggetti a siccità, potrebbe essere necessario integrare infrastrutture verdi e sistemi efficienti di gestione delle acque per mantenere gli alberi in salute senza aumentare eccessivamente l’umidità.
Progetti concreti per città più fresche
Il progetto Mirificus che coinvolge l’Ispra e l’Istituto per la BioEconomia del Cnr ha simulato interventi mirati in alcune aree di Roma e Firenze. Introducendo pavimentazioni che non trattengono calore, realizzando nuovi spazi verdi e piantumando nuovi alberi, si è verificato un calo netto delle temperature nelle ore più calde della giornata.
Nell’area industriale di Roma, con una forte presenza di superfici impermeabili, la simulazione ha portato a una riduzione della temperatura superficiale tra 3,7 °C e 4,2 °C. A Firenze, l’introduzione di 114 nuovi alberi ha portato a una riduzione media della temperatura superficiale superiore ai 4 °C.
Questi risultati dimostrano che le isole di calore urbane non sono solo un fenomeno da misurare, ma una criticità su cui si può intervenire con strumenti tecnici già disponibili. Le città del futuro possono essere più fresche e vivibili attraverso soluzioni semplici: più alberi, più suoli naturali e superfici che non si scaldano.



