In un istituto tecnico del centro di Genova, un bidello cinquantenne è finito sotto inchiesta per un grave episodio di molestie ai danni di una studentessa di soli 14 anni. La vicenda, risalente allo scorso ottobre, ha scosso profondamente la comunità scolastica e ha portato all’intervento delle forze dell’ordine.
La giovane, che frequentava la scuola da poche settimane, ha denunciato l’accaduto a un’insegnante, portando alla luce un episodio che ha lasciato segni profondi. Le indagini, coordinate dalla pm Francesca Rombolà, hanno ricostruito una dinamica agghiacciante che potrebbe portare il bidello, difeso dall’avvocato Michele Ispodamia, davanti a un tribunale.
La dinamica dell’episodio
Secondo la ricostruzione degli investigatori, tutto è iniziato con una frase inappropriata: “Peccato che sei così piccola”. Il bidello avrebbe poi cercato di attirare la studentessa in uno sgabuzzino, ma di fronte al rifiuto della minore non si sarebbe fermato. L’uomo avrebbe bloccato la ragazza, stringendola con forza all’altezza dei fianchi e tentando di baciarla sulla bocca. La studentessa, però, è riuscita a girare il viso, evitando il bacio indesiderato che le è finito sulla guancia.
La giovane ha subito denunciato l’accaduto, portando alla luce un episodio che ha scosso la scuola. La studentessa è stata portata al Gaslini per gli accertamenti del caso, mentre il bidello rischia ora il rinvio a giudizio per violenza sessuale aggravata su minore.
Le conseguenze legali
La procura di Genova ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio per il bidello. Nei prossimi giorni, la giudice Maria Antonia Di Lazzaro deciderà se mandare l’imputato a processo durante l’udienza preliminare. La vicenda ha sollevato un dibattito sulla sicurezza nelle scuole e sulla necessità di proteggere i minori da comportamenti inappropriati.
L’avvocato Michele Ispodamia, che difende il bidello, ha dichiarato che il suo assistito negherà tutte le accuse. Tuttavia, le testimonianze e gli accertamenti medici potrebbero giocare un ruolo cruciale nel processo. La comunità scolastica, intanto, attende con ansia le decisioni della giustizia, sperando che questo episodio serva da monito per prevenire futuri casi simili.



