25 Maggio 2026 🌤 28°

Elezioni in Liguria: affluenza in calo e 18 Comuni al voto

Seggi chiusi alle 15: in Liguria 18 Comuni hanno votato senza ballottaggi; affluenza complessiva al 53,37% con forti variazioni locali

Elezioni in Liguria: affluenza in calo e 18 Comuni al voto

Le operazioni di voto in Liguria si sono concluse con la chiusura dei seggi alle ore 15 del secondo giorno previsto, dopo le aperture del 24 e 25 maggio. In questa tornata sono chiamati alle urne diciotto piccoli Comuni della regione e, poiché tutti hanno popolazione inferiore alle quindicimila unità, l’elezione avverrà con il turno unico, senza possibilità di ballottaggio. L’attesa maggiore riguarda i centri di Bordighera, Cogoleto e Lerici, considerati i più rilevanti per peso demografico e attenzione politica locale.

Il quadro dell’affluenza: dati complessivi e confronto

Al momento della chiusura dei seggi il dato regionale indica una affluenza complessiva pari al 53,37%, in calo rispetto al 59,36% registrato nell’ultima tornata. Questa media, però, nasconde forti differenze tra i singoli Comuni: nell’Imperiese spiccano numeri come il 64,33% di Aquila d’Arroscia e il 76,15% di Rocchetta Nervina, mentre Bordighera registra il 49,75%. In provincia della Spezia Lerici raggiunge il 57,38% e Levanto il 67,70%. Nella Città metropolitana di Genova i valori variano notevolmente: da Zoagli con il 26,50% fino a Vobbia con il 67,10%. Queste oscillazioni mostrano come la partecipazione sia fortemente influenzata dalla dimensione e dalla specificità dei territori.

Affluenza serale alle 23: indicatori utili

I rilevamenti della sera precedente alla chiusura avevano già evidenziato trend simili: alle 23, nell’Imperiese Aquila d’Arroscia segnava il 53,80% mentre Rocchetta Nervina il 60,55%; nel Genovese Casella era al 41,83% e Zoagli al 18,90%; a Vobbia si attestava al 52,85%. Questi numeri serali offrono un termometro della partecipazione e aiutano a valutare dinamiche locali prima dello spoglio, ma è il dato finale a disegnare il quadro completo delle consultazioni.

I Comuni chiamati al voto e le motivazioni delle consultazioni

Le urne hanno riguardato diciotto Comuni distribuiti tra le province di Genova, Imperia, Savona e La Spezia. Tra questi vi sono sia scadenze naturali di mandato sia consultazioni anticipate: Ceranesi e Bordighera sono andati al voto per le dimissioni dei sindaci precedenti, mentre Santo Stefano d’Aveto ha votato dopo la tragica scomparsa del primo cittadino uscente. L’elenco dei municipi, ordinato per popolazione secondo il censimento 2026, include centri molto piccoli come Aquila d’Arroscia e Rocchetta Nervina fino a Bordighera con oltre 10.000 abitanti; la carta d’identità demografica spiega in parte l’assenza del ballottaggio e le dinamiche elettorali locali.

Elenco dei Comuni al voto

Tra i centri coinvolti figurano: Aquila d’Arroscia (147), Zuccarello (286), Rocchetta Nervina (293), Vobbia (365), Pietrabruna (453), Crocefieschi (522), Santo Stefano d’Aveto (991), Santo Stefano al Mare (2.031), Torriglia (2.195), Zoagli (2.306), San Colombano Certenoli (2.563), Casella (3.125), Ceranesi (3.637), Ronco Scrivia (4.179), Levanto (5.218), Cogoleto (8.603), Lerici (9.497) e Bordighera (10.130). Questi dati confermano il profilo di consultazioni prevalentemente locali e con candidature spesso di matrice civica.

Il contesto nazionale: piccoli comuni e sindaci già eletti

Mentre in Liguria si procedeva allo spoglio, in altre regioni italiane alcuni sindaci sono risultati eletti prima della chiusura formale dei seggi: nelle aree dell’Abruzzo e dell’Irpinia diversi piccoli centri hanno visto imponendosi candidati unici che hanno superato il quorum necessario. Esempi citati includono Barisciano, Navelli, Magliano de’ Marsi, Opi e altri, dove la partecipazione ha spesso superato il 50% e ha sancito l’elezione automatica di liste senza avversari. Anche in provincia di Avellino comuni con una sola lista hanno già confermato i propri amministratori, mentre nei capoluoghi più grandi la sfida resta aperta con dati di affluenza intorno al 50-55%.

Con la chiusura dei seggi e l’avvio dello spoglio, l’attenzione rimane puntata sui risultati ufficiali che determineranno i nuovi amministratori locali. Il quadro emerso finora sottolinea un calo della partecipazione rispetto alla precedente tornata e mette in evidenza come fattori locali, storie amministrative recenti e dimensione demografica influiscano sul voto in modo molto diverso da Comune a Comune.

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