In un gesto di solidarietà unanime, il Consiglio regionale della Liguria ha approvato un ordine del giorno che impegna la giunta regionale a sostenere ogni iniziativa utile per la tutela di Nessy Guerra, cittadina italiana originaria di Sanremo, e di sua figlia Aisha, di tre anni. Le due sono bloccate in Egitto da tre anni a causa di una condanna per adulterio, un reato che in Italia non esiste più dal dicembre 1968.
La situazione di Nessy Guerra e sua figlia ha suscitato grande preoccupazione e mobilitazione istituzionale. La condanna a sei mesi di reclusione per adulterio, un reato abolito in Italia da oltre mezzo secolo, ha spinto le istituzioni liguri a chiedere al governo italiano e al Ministero degli Affari Esteri di adottare azioni diplomatiche necessarie per il loro rientro in Italia.
L’impegno del Consiglio regionale della Liguria
L’ordine del giorno, presentato da Enrico Ioculano del Partito Democratico e firmato da tutti i gruppi consiliari, rappresenta un segnale forte di unità e solidarietà. La vicepresidente regionale Simona Ferro, assessore alle pari opportunità e tutela dell’infanzia, ha espresso parere favorevole, ricordando le iniziative già avviate dal Ministero degli Esteri presso le autorità egiziane.
“Il 19 maggio avevamo espresso piena solidarietà e vicinanza istituzionale a Nessy Guerra e a sua figlia”, ha dichiarato Simona Ferro. “La Farnesina, attraverso l’ambasciata d’Italia al Cairo, sta seguendo il caso e c’è un costante monitoraggio. Due settimane fa è stato ottenuto il rilascio della donna che era stata in caserma per un interrogatorio. Ma Nessy Guerra vive nella paura.”
Le dichiarazioni dei consiglieri regionali
Selena Candia di Alleanza Verdi e Sinistra ha chiesto di firmare il documento con il suo gruppo, mentre Veronica Russo di Fratelli d’Italia ha ribadito che il ministro Antonio Tajani ha avanzato richiesta di grazia. Stefano Giordano dei Cinque Stelle ha posto l’attenzione sul minore, affermando: “i bambini non c’entrano nulla”. Carlo Bagnasco di Forza Italia ha parlato di “iniziativa importante”.
La situazione di Nessy Guerra e Aisha
Nessy Guerra e sua figlia Aisha sono bloccate in Egitto da tre anni a causa di una condanna per adulterio, un reato che in Italia non esiste più dal dicembre 1968. La situazione è particolarmente delicata, soprattutto per la bambina, che non ha alcuna colpa in questa vicenda. La condanna è stata emessa nonostante l’assenza di questo reato nel codice penale italiano da oltre mezzo secolo.
La giunta regionale della Liguria ha espresso parere favorevole all’ordine del giorno, sottolineando l’importanza di sostenere ogni iniziativa utile alla tutela della cittadina italiana e di sua figlia. La vicepresidente Simona Ferro ha assicurato l’impegno del governo in un lungo lavoro diplomatico per risolvere la situazione.
La solidarietà espressa dal Consiglio regionale della Liguria rappresenta un passo importante verso la risoluzione di questa delicata situazione. La speranza è che le azioni diplomatiche avviate dal governo italiano possano portare al più presto al rientro in Italia di Nessy Guerra e sua figlia Aisha.



