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Sciopero del biglietto a Genova: le associazioni dei consumatori protestano contro i tagli al trasporto pubblico

Le associazioni dei consumatori di Genova hanno organizzato uno sciopero del biglietto per protestare contro i tagli al trasporto pubblico. Scopri come aderire e difendere il tuo diritto alla mobilità.

Sciopero del biglietto a Genova: le associazioni dei consumatori protestano contro i tagli al trasporto pubblico

La Consulta dei consumatori di Genova ha indetto uno sciopero del biglietto il 17 luglio a Genova per protestare contro i tagli ai servizi di trasporto pubblico, tra cui la soppressione del Navebus del Taxibus e della navetta del Lagaccio. Ultimo aggiornamento: 19 luglio 2026.

La mobilitazione si è svolta nel pomeriggio e proseguita fino a sera, con presidi organizzati nei punti strategici della città per informare gli utenti e monitorare i controlli. Le associazioni hanno presentato la protesta come atto di disobbedienza civile volto a riaprire il confronto con il Comune e con l’azienda di trasporto.

Motivazioni e obiettivi della protesta

Le associazioni hanno spiegato che la protesta è nata dopo l’interruzione dei tavoli di confronto con l’amministrazione e con AMT, citando la necessità di riaprire le trattative per il ripristino dei servizi soppressi. Stefano Salvetti, portavoce del coordinamento dei consumatori della Liguria, ha dichiarato: “Noi abbiamo iniziato un’interlocuzione dal momento in cui è emerso il problema della Amt” e ha aggiunto che “Ma questo tavolo si è interrotto e l’unica arma che abbiamo è quella di uno sciopero. Questa disobbedienza è finalizzata a riaprire un tavolo di trattative che è stato interrotto dalla politica e dall’azienda.”

Modalità di adesione e tutela dei partecipanti

Le istruzioni per aderire hanno previsto che gli abbonati, in caso di controllo, dichiarassero: “Non esibisco l’abbonamento perché aderisco allo sciopero” e che gli utenti giornalieri si astenessero dall’acquisto del biglietto dichiarando: “Mi sono astenuto dall’acquistare il biglietto perché aderisco allo sciopero.” È stata inoltre costituita una cassa di sciopero autofinanziata per coprire eventuali sanzioni, con una procedura per richiedere tutela legale inviando copia della sanzione, recapiti e un video-selfie di adesione.

Punti di presidio e adesione cittadina

I rappresentanti della Consulta sono stati presenti in vari punti della città: stazione di Voltri, piazza Rissotto, stazione di Sampierdarena, stazione Principe, stazione Brignole, Corso Italia e piazza Sturla. Le associazioni hanno segnalato una massiccia partecipazione, documentata da numerosi selfie e commenti sui social, e hanno invitato gli utenti a segnalare episodi di intolleranza a bordo.

Reazioni del Comune e preoccupazioni sulla sicurezza

L’assessore comunale alla Mobilità Emilio Robotti ha definito la protesta controproducente: “Comprendiamo perfettamente l’esasperazione e la rabbia degli utenti di fronte ai disservizi e ai tagli subiti” e ha aggiunto che “Ma proprio per questo riteniamo controproducenti iniziative come lo sciopero del biglietto. In questo momento critico, una contrapposizione frontale tra cittadinanza, Comune e azienda non giova a nessuno.”

Le associazioni hanno espresso anche una forte preoccupazione per l’aumento degli episodi di violenza contro il personale di guida: “Siamo però anche preoccupati per l’escalation degli episodi di violenza, soprattutto ai danni degli autisti Amt. La nostra battaglia contro i disservizi del trasporto pubblico genovese è, e sarà sempre, una battaglia al fianco degli autisti e di tutti i lavoratori: chi guida gli autobus subisce per primo, ogni giorno, le conseguenze dei tagli al servizio e ora anche di una violenza inaccettabile.” Hanno inoltre affermato che “L’autobus è di tutti: basta violenza” e invitato gli utenti a denunciare ogni episodio.

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