Mohammad Hannoun, residente a Ceranesi, è al centro di un’inchiesta della Procura di Genova che lo accusa di aver finanziato Hamas attraverso l’Associazione benefica di solidarietà per il popolo palestinese (Abspp). La vicenda, che ha visto l’arresto di Hannoun e di altri presunti collaboratori, è destinata a una nuova udienza in Cassazione il prossimo 9 ottobre.
Hannoun, attualmente detenuto nel carcere di Terni, ha inviato una missiva ai giudici in cui ribadisce la propria innocenza e la trasparenza delle attività dell’associazione. “La solidarietà, la beneficenza e l’assistenza umanitaria – ha affermato Hannoun – costituiscono la ragione stessa della nostra esistenza associativa nella convinzione di contribuire, sia pure in misura limitata, ad alleviare le sofferenze di una popolazione sottoposta a condizioni estremamente difficili.”
Le accuse della Procura di Genova
Secondo la Procura, Hannoun avrebbe destinato poco più del 70 per cento dei fondi raccolti a fini umanitari al finanziamento diretto di Hamas o di gruppi collegati. L’inchiesta, che ha portato all’arresto di Hannoun e di altri membri dell’associazione, è basata su indagini condotte dall’Antiterrorismo.
Hannoun, in sua difesa, ha ribadito di avere “sempre operato nella massima trasparenza e nel pieno rispetto delle leggi italiane, delle norme internazionali e delle disposizioni che disciplinano le attività di solidarietà, assistenza e cooperazione umanitaria”. Nella missiva ha ricostruito i progetti dell’Abspp e ha sottolineato che “le convinzioni che hanno ispirato il nostro operato derivano dalla constatazione delle gravi sofferenze subite dalla popolazione palestinese e dalla convinzione che la tutela della vita umana, della dignità delle persone e dei diritti fondamentali debba costituire un principio universale”.
La querela contro Riccardo De Corato
Parallelamente all’inchiesta, è stata archiviata la querela presentata da Hannoun contro il deputato di Fdi, Riccardo De Corato. La querela, presentata il 6 luglio 2026, riguardava dichiarazioni fatte da De Corato in merito ai rapporti tra Hannoun e Hamas. Il pm Roberta Capponi ha motivato la richiesta di archiviazione con la “infondatezza della notizia di reato”, sostenendo che le dichiarazioni di De Corato trovavano fondamento in articoli di stampa che riferivano delle indagini in corso.
De Corato, all’epoca capogruppo di Fdi in Commissione parlamentare antimafia, aveva contestato la presenza di Hannoun in una sede istituzionale, definendolo “acclarato finanziatore di Hamas”. Le dichiarazioni di De Corato erano basate su articoli di stampa che riferivano di una richiesta di congelamento dei fondi da parte dello Shin Bet, il servizio di sicurezza interna di Israele.
L’avvocato Pietro Porciani, che assiste De Corato, ha sottolineato il “paradosso” dietro il caso, affermando che “l’obiettivo di Hannoun era di natura economica, raccogliere quattro soldi con cui paradossalmente lo Stato italiano, per mezzo di un suo rappresentante, avrebbe finanziato Hamas”.
Le prossime mosse
Il prossimo 27 dicembre scadranno i termini per la custodia cautelare dopo gli arresti di un anno fa, che potranno essere rinnovati soltanto con il rinvio a giudizio degli indagati. Intanto, i pm della Procura di Genova si preparano a chiudere le indagini. Hannoun, che potrebbe presentare opposizione all’archiviazione dell’inchiesta, auspica che davanti alla Suprema Corte “prevalgano i principi del diritto, l’accertamento obiettivo dei fatti e il rispetto delle garanzie fondamentali proprie dello Stato di diritto”.


