Genova si prepara a un aumento della Tari la tassa sui rifiuti, che salirà del 5,7% a partire dal prossimo saldo. Un provvedimento che, sebbene necessario, ha scatenato diverse polemiche tra i cittadini e le associazioni di consumatori. La sindaca Silvia Salis ha spiegato che l’aumento è dovuto a un incremento dei costi del 6,7% riconosciuto da Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, e che il Comune ha cercato in ogni modo di contenere l’impatto.
Le ragioni dell’aumento e le misure di contenimento
L’aumento della Tari è stato determinato da un incremento dei costi operativi, tra cui il prezzo del gasolio, gli aumenti contrattuali e i costi di smaltimento negli impianti fuori regione. La sindaca Salis ha sottolineato che negli ultimi otto anni, sotto la giunta Bucci, la Tari è cresciuta del 31,7%, un trend che non può essere invertito in breve tempo. “Abbiamo provato in ogni modo a interloquire con l’azienda per calmierare questa cifra, ma ci hanno detto che non era in nessun modo possibile perché negli ultimi anni era stato fatto un lavoro opaco. Le risorse sono finite”, ha dichiarato Salis.
Per mitigare l’impatto dell’aumento, il Comune ha introdotto il bonus Tari uno sconto del 25% per i nuclei familiari con Isee inferiore a 9.786 euro (20mila euro con quattro figli a carico). Questo bonus sarà cumulabile con quello già in vigore per i nuclei composti da due persone di cui un pensionato e un ultrasettantenne. Inoltre, sono previste esenzioni per le famiglie in situazione di grave disagio economico con Isee inferiore a 15.000 euro.
Le reazioni delle associazioni e dei sindacati
Le associazioni di consumatori e i sindacati hanno espresso forte preoccupazione riguardo all’aumento della Tari. Assoutenti ha criticato la decisione di non aver interpellato le associazioni dei consumatori prima di approvare l’aumento, sottolineando che “decisioni prese dall’alto senza ascoltare le parti sociali” sono inaccettabili. “Siamo assai preoccupati perché il modo per abbattere le tariffe e non aumentarle è quello di rendere più efficiente la logistica e prevedere il termovalorizzatore a fine ciclo”, ha dichiarato Furio Truzzi, presidente di Assoutenti.
Anche Cgil, Cisl e Uil Genova hanno espresso preoccupazione, definendo l’aumento “un fatto grave sia nel merito sia nel metodo”. I sindacati hanno sottolineato che un aumento della tassa neutralizzerebbe l’effetto del protocollo di sostegno alle famiglie in difficoltà, creando un’illusione contabile. “Il cittadino riceve un sostegno, ma nel frattempo la tassa aumenta”, hanno dichiarato.
Le agevolazioni in dettaglio
Il Comune di Genova ha stanziato 2,3 milioni di euro per coprire parte dell’aumento della Tari, di cui 1,3 milioni provenienti dall’imposta di soggiorno e un altro milione dal fondo crediti di dubbia esigibilità. Per le utenze non domestiche, l’aumento sarà contenuto tra il 3,6% e il 4,1%, mentre per le famiglie il rincaro sarà compreso tra i 17 e i 36 euro all’anno.
Per esempio, una famiglia di due persone che vive in un appartamento di 80 metri quadrati vedrà un aumento di 18,43 euro l’anno, mentre una famiglia di quattro persone in un appartamento di 100 metri quadrati pagherà 28,19 euro in più all’anno. Le agevolazioni previste per le famiglie in difficoltà economica includono riduzioni parziali o integrali della Tari, con risorse a carico del Comune.
L’assessora all’ambiente Silvia Pericu ha spiegato che “gli aumenti ci sono stati in tutta Italia, ma nella nostra città ha impattato di più negli anni precedenti perché non sono stati calmierati i costi con l’efficientamento di Amiu”. Ha inoltre sottolineato che “ci sono delle difficoltà nel servizio che vanno superate, molte sono dovute alle mancate scelte anche sul fronte dell’efficientamento, alle scelte errate fatte negli anni, come i cassonetti intelligenti che creano parecchie criticità al conferimento”.



