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Iscrizioni scolastiche in Liguria crollano: dati dal 1970 al 2025

Scuole liguri in crisi: scopri i numeri che mostrano il crollo degli iscritti negli ultimi cinquantacinque anni.

Iscrizioni scolastiche in Liguria crollano: dati dal 1970 al 2025

Negli ultimi cinquantacinque anni la Liguria ha registrato un progressivo svuotamento delle proprie aule. I dati forniti dall’Istat mostrano che il totale degli studenti iscritti è passato da 242.749 nell’anno scolastico 1970/1971 a 150.581 nel ciclo 2024/2025, con una perdita netta di 92.168 corpi studenteschi. Questo calo, pari a circa il 38%, si traduce in un numero sempre più alto di banchi vuoti e solleva interrogativi sul futuro del sistema educativo regionale.

Crescita iniziale e successivo declino delle iscrizioni

Alla fine degli anni Settanta, le scuole liguri erano in piena espansione: 125.834 alunni frequentavano la scuola elementare nel 1970/1971, mentre la scuola primaria raggiunse il picco storico di 130.429 studenti nel 1972/1973. Da quel momento, la tendenza è stata invertita. Nel 2024/2025, le scuole elementari contano solo 52.870 iscritti, un calo del 58% e la perdita di 72.964 posti occupati in precedenza. Già nel ciclo 1982/1983 il numero di iscritti è sceso sotto i centomila, toccando 98.439, per poi collassare ulteriormente all’alba del nuovo millennio, quando gli alunni sono scesi intorno ai 58.000.

Il crollo della scuola primaria

Il fenomeno più evidente riguarda la scuola primaria. Dall’anno 1970/1971, la riduzione di 125.834 a 52.870 studenti rappresenta una perdita di quasi 73 mila posti. Il risultato è una rete di istituti con aule parzialmente o totalmente inutilizzate, che rende difficile mantenere personale docente e strutture adeguate. Il vuoto non è solo numerico: si traduce in meno opportunità di socializzazione per i pochi alunni che rimangono, in classi sovraccariche in alcune zone e in una ridotta capacità di investimento per innovazioni didattiche.

Scuola secondaria: divergenze tra primo e secondo grado

Il trend non è uniforme tra i due cicli della scuola secondaria. Dal periodo di costituzione delle regioni, gli iscritti alla scuola secondaria di primo grado sono quasi dimezzati, passando da 63.647 a 36.451 studenti. Al contrario, la scuola secondaria di secondo grado ha mostrato un lieve incremento, con 53.268 alunni nel 1970/1971 e 61.260 nello scorso anno accademico. Tuttavia, questi numeri rimangono ben al di sotto del picco degli anni ’84-’85, che aveva registrato 80.202 iscritti, e del valore di 80.248 raggiunto nel ciclo 1988/1989. La discrepanza evidenzia una preferenza crescente per percorsi di istruzione post-secondaria o per opportunità di lavoro fuori regione, contribuendo ulteriormente al fenomeno del “vuoto scolastico”.

Un quadro nazionale: il caso della Calabria

Il fenomeno dei banchi vuoti non è esclusivo della Liguria. In Calabria si osserva un trend analogo, dove la diminuzione delle nascite e l’emigrazione giovanile lasciano le classi sempre più scarsamente frequentate. Sebbene non siano disponibili dati numerici precisi per la regione, la narrazione comune sottolinea come la perdita di bambini in età scolare si traduca in scuole che rischiano di chiudere, con conseguenze sociali ed economiche di ampia portata. Questo parallelismo rafforza l’idea che la denatalità e il ritiro delle famiglie rappresentino una sfida strutturale per molte aree d’Italia.

Il declino del 38% degli iscritti totali, il crollo del 58% nella scuola primaria e le dinamiche divergenti nella secondaria richiedono una risposta coordinata tra autorità regionali, istituzioni educative e famiglie. Solo attraverso politiche mirate volte a incentivare la natalità, favorire il ritorno dei giovani e valorizzare le scuole locali si potrà invertire la tendenza dei banchi vuoti e garantire un futuro più solido per l’istruzione in Liguria.

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