Nel pomeriggio del 26 settembre 2026 il pronto soccorso dell’ospedale Galliera di Genova ha registrato una situazione di emergenza senza precedenti. La Croce Bianca Genovese ha segnalato che dodici ambulanze sono rimaste in coda per ore, costringendo tutti gli equipaggi coinvolti a fermarsi. Tre squadre della sede centrale trasportavano due codici gialli e un codice verde mentre il distaccamento di Carignano aveva in coda un ulteriore codice verde. Alcuni veicoli risultano bloccati da circa tre ore, creando quello che l’associazione ha definito un “territorio lasciato scoperto”.
Effetti diretti sul territorio e sulle reti di soccorso
La mancanza di disponibilità di ambulanze ha avuto ripercussioni immediate sul raggio d’azione di tutti i soccorsi. Un’ambulanza che non riesce a rientrare alla base lascia la zona di competenza priva di copertura, costringendo a ricorrere a mezzi più lontani e aumentando i tempi di risposta. Alle 18:00, la piattaforma Ps Live della Regione Liguria mostrava il colore rosso, segnale di massimo affollamento, con 86 pazienti in cura. Inoltre, 28 persone erano in attesa, di cui sei in codice arancione a rischio di compromissione delle funzioni vitali.
Situazione negli altri poli ospedalieri genovesi
Il caos non è stato limitato al Galliera. Nella stessa mattina, nove ambulanze erano bloccate nello stesso reparto per l’assenza di barelle libere. Al San Martino, 14 ambulanze erano in transito, mentre al Villa Scassi ne circolavano 13. I dati di accesso evidenziavano 20 pazienti in attesa al San Martino, 12 al Galliera e cinque al Villa Scassi, con ulteriori decine di persone in visita o in osservazione breve (OBI). Dopo le 11:00, la direzione degli ospedali ha riferito un lieve miglioramento, ma il Galliera ha continuato a subire ingorghi continui.
Reazioni istituzionali e valutazioni politiche
Il presidente della Regione Liguria, Toti, ha dichiarato che i problemi del pronto soccorso sarebbero già stati risolti, ma gli interventi finora hanno dimostrato il contrario. Il consigliere regionale del Pd ligure, Pippo Rossetti, ha visitato il reparto, evidenziando la presenza di barelle occupate fino alla terza fila e di otto ambulanze parcheggiate all’esterno. Rossetti ha sottolineato l’assenza di un piano strategico a lungo termine, la mancanza di una rete territoriale integrata e la debolezza dei sistemi di guardia medica-pronto soccorso. Secondo lui, le iniziative di Alisa e del dipartimento regionale non hanno prodotto risultati concreti, e la responsabilità ricade su più mandati amministrativi.
Le parole della Croce Bianca, “tutti gli equipaggi fermi”, e le dichiarazioni dei rappresentanti politici indicano la necessità di un intervento strutturale e di nuove assunzioni per garantire un servizio sanitario efficace e tempestivo.



