La giunta comunale di Genova ha deciso di introdurre il depaving nel Piano urbanistico comunale, avviando una svolta nelle politiche del suolo che mette al centro la rinaturalizzazione degli spazi urbani. La scelta mira a invertire la tendenza al consumo di suolo trasformando aree pavimentate in superfici permeabili e verdi, con ripercussioni sulla vivibilità, sul microclima e sulla gestione delle acque meteoriche.
Il progetto sarà sperimentato come modello cittadino a Cornigliano, dove un importante intervento di riqualificazione prevede la trasformazione dell’area antistante Villa Bombrini in un grande spazio verde. L’operazione combina risorse pubbliche e partnership locali e propone un impianto che guarda sia alla qualità ambientale sia all’accessibilità sociale degli spazi riconquistati dalla natura.
Il progetto pilota a Cornigliano
Alla base dell’iniziativa c’è la rimozione di superfici impermeabili e la riconversione in parco di oltre 13 ettari nello scacchiere urbano di Cornigliano. L’intervento prevede lo smantellamento del piazzale davanti a Villa Bombrini e la creazione di percorsi, aree verdi e funzioni pubbliche che facilitino la fruizione quotidiana. Il finanziamento che rende possibile questa trasformazione include oltre 3 milioni stanziati da enti locali e partner territoriali, a sostegno della fase progettuale e realizzativa.
Cosa verrà trasformato
La progettazione si concentra su elementi pratici: riduzione dell’impermeabilizzazione, introdurre substrati vegetali adatti, collegare il nuovo parco al tessuto urbano circostante e predisporre spazi per sport e socialità. L’azione punta a creare una rete di microhabitat che aumentino la biodiversità urbana e offrano sollievo dalle cosiddette isole di calore, con benefici per residenti fragili e per il comfort termico generale.
Obiettivi e impatti attesi
La strategia municipale non è solo estetica: il ritorno alla permeabilità del suolo serve a migliorare la gestione delle acque piovane, ridurre il rischio di allagamenti e contribuire al raffrescamento ambientale. Il Comune definisce il verde come una vera e propria infrastruttura urbana, capace di offrire servizi ecosistemici come ombreggiamento, filtrazione delle acque e supporto alla qualità dell’aria. L’approccio punta anche alla giustizia ambientale, intervenendo in aree densamente popolate e nei centri storici dove le ondate di calore si fanno sentire di più.
Gestione delle acque e giardini della pioggia
Particolare attenzione è riservata ai sistemi di controllo dell’acqua: la realizzazione di giardini della pioggia e di aree di laminazione naturali aiuterà a catturare e trattenere le acque meteoriche, diminuendo la pressione sulla rete fognaria. Queste soluzioni, oltre a essere tecnicamente efficaci, sono anche didattiche e possono diventare elementi di partecipazione comunitaria, dove cittadinanza e scuole sperimentano pratiche di manutenzione e monitoraggio.
Incentivi e diffusione del modello
Per favorire l’adozione della depavimentazione, l’amministrazione prevede incentivi rivolti sia all’edilizia pubblica sia a quella privata: sgravi, contributi o facilitazioni procedurali per chi elimina superfici impermeabili o realizza interventi di rinaturalizzazione. La misura punta a abbattere le barriere economiche che spesso ostacolano trasformazioni di questo tipo e a creare un effetto moltiplicatore sul territorio cittadino.
Target e priorità
Gli interventi iniziali saranno concentrati nelle aree ad alta frequentazione e nei centri storici, dove gli effetti delle ondate di calore si traducono in rischi concreti per persone anziane e fragili. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è creare un “modello Genova” esportabile anche in altri contesti europei: un pacchetto di buone pratiche che unisca progettazione, finanziamento e partecipazione civica.
La decisione di inserire il depaving nel Piano urbanistico comunale segna un cambiamento di paradigma: il suolo non è più considerato una risorsa da coprire, ma un ecosistema da tutelare. Con il progetto pilota a Cornigliano, il Comune vuole dimostrare come rimuovere il cemento possa restituire servizi concreti alla collettività, promuovere resilienza climatica e migliorare la qualità della vita urbana, sostenuto da risorse pubbliche e strumenti di incentivazione rivolti ai cittadini e agli operatori privati.



