Il 29 settembre 2026 la Guardia di Finanza ha messo a segno uno dei più grandi sequestri di droga registrati a Genova. Dopo una serie di controlli sistematici sui flussi di merce provenienti dalla Spagna, gli ispettori hanno trovato 33 chilogrammi di hashish e marijuana – il valore stimato supera i 300 mila euro – celati all’interno di aspirapolveri e casse Bluetooth apparentemente destinati al mercato italiano. Il ritrovamento è avvenuto negli hub logistici dove la merce viene smistata per l’intera penisola, dimostrando quanto il traffico di stupefacenti sia pronto a sfruttare ogni tracolla del commercio legittimo.
Il trucco dei trafficanti: elettrodomestici vuoti come tasche nascoste
Gli autori del contrabbando hanno trasformato semplici aspirapolveri e casse Bluetooth in contenitori impermeabili per la droga. Le scocche esterne sono rimaste intatte, ma all’interno ogni componente elettronico è stato rimosso per fare spazio a panetti di sostanza accuratamente compressi. I pezzi di droga sono stati avvolti in sacchi sottovuoto, poi ricoperti da schiuma espansa per mascherare eventuali odori caratteristici e rendere più difficile la individuazione durante le consuete ispezioni visive.
Come venivano preparati gli apparecchi
Il modus operandi prevedeva una fase preliminare di smontaggio in laboratori clandestini, dove tecnici esperti hanno svuotato i dispositivi, pulito le parti interne e poi inserito i sacchetti di droga con precisione chirurgica. Una volta riempiti, gli oggetti sono stati ricompattati e sigillati con colla speciale, così da apparire functionalmente inutilizzabili. Il risultato è stato un inganno perfetto: all’esterno l’articolo sembrava in buone condizioni, ma al suo interno nascondeva un carico del valore di una piccola azienda di import-export.
Indagini della Guardia di Finanza e impatto sul traffico dalla Spagna
Le autorità genovesi hanno attivato una procedura di analisi dei rischi su tutti i pacchi provenienti dalla Spagna dopo aver rilevato incongruenze nei documenti di spedizione: destinatari fittizi e descrizioni di contenuto poco plausibili. Il risultato è stato l’avvio di controlli fisici sui colli sospetti, che hanno condotto allo smontaggio dei dispositivi e alla scoperta dei panetti di droga. Questo intervento non solo ha interrotto la singola rotta stupefacente, ma ha offerto alla Guardia di Finanza preziose tracce per ricostruire l’intera catena logistica.
Procedura di ispezione e risultato del sequestro
Durante l’ispezione, i tecnici hanno eseguito uno screening iniziale con apparecchi di rilevazione a raggi X, che ha mostrato anomalie nei profili di densità degli oggetti. Successivamente, le scocche sono state smontate manualmente, rivelando i sacchi sottovuoto avvolti nella schiuma. L’esito è stato il blocco di 25 chilogrammi di hashish e 8 chilogrammi di marijuana valutati complessivamente oltre i 300.000 euro. Il sequestro è stato registrato come uno dei più consistenti nella storia recente della città.
Conseguenze e prospettive per la lotta antinarcotici
Il caso evidenzia la crescente sofisticazione dei cartelli che operano tra la Spagna e l’Italia, capaci di trasformare oggetti di uso quotidiano in veri e propri veicoli di traffico. Le autorità hanno dichiarato che, grazie a questo intervento, si potranno individuare ulteriori nodi della rete e rintracciare i responsabili di tutta la filiera, dalla produzione al trasporto. Parallelamente, il successo dell’operazione rafforza la fiducia nelle capacità di monitoraggio dei flussi commerciali, soprattutto nei principali hub logistici come quello di Genova che rimangono punti nevralgici per l’intercettazione di carichi illeciti.



