10 Giugno 2026 🌤 22°

Rogo a Tiglieto: un mulino abbandonato avvolto dalle fiamme

A Tiglieto, località Acquabianca, un rogo ha interessato un mulino abbandonato: intervento tempestivo dei vigili del fuoco e dei mezzi Aib, nessun ferito e operazioni di bonifica in corso

Rogo a Tiglieto: un mulino abbandonato avvolto dalle fiamme

La sera del 28 maggio 2026 ha visto un’improvvisa emergenza nell’entroterra genovese: un vecchio mulino situato nella frazione Acquabianca del Comune di Tiglieto è stato travolto dalle fiamme. L’edificio, ormai disabitato e simbolo di una storia locale che pian piano si perde nel tempo, è andato in gran parte distrutto. Sul posto sono giunte con urgenza le squadre dei vigili del fuoco insieme ai mezzi dell’Antincendio Boschivo, attivati per intervenire su un rogo che minacciava di estendersi alla vegetazione circostante.

Intervento e priorità operative

La prima preoccupazione delle forze intervenute è stata duplice: contenere l’incendio che stava consumando la struttura e creare una linea difensiva per proteggere il vicino patrimonio boschivo. Le squadre dei pompieri hanno operato in sinergia con i mezzi specializzati dell’Aib, impiegando tecniche di contrasto del fuoco che prevedono il raffreddamento delle superfici calde e la rimozione di materiale combustibile vicino al perimetro del rogo. Grazie a queste manovre è stato possibile limitare rapidamente la propagazione, evitando che le fiamme raggiungessero la fitta vegetazione che caratterizza la zona.

Strategie per il contenimento

Tra le azioni messe in campo sono rientrate la creazione di fasce libere da vegetazione, l’utilizzo di getti d’acqua mirati e l’individuazione di possibili focolai nascosti all’interno della struttura. Gli operatori hanno dato priorità al controllo delle parti più compromesse del mulino e al monitoraggio continuo per prevenire riaccensioni. L’intervento è stato condotto con cautela a causa della precarietà della costruzione e della presenza di zone difficilmente accessibili, caratteristiche che aumentano il rischio per le squadre impegnate nelle operazioni.

Esito e sicurezza delle persone

Fortunatamente l’edificio era privo di occupanti al momento dell’incendio, quindi non si registrano feriti né casi di intossicazione dovuti ai fumi. Le autorità presenti hanno confermato l’assenza di vittime e hanno coordinato le prime operazioni per delimitare l’area e tenere lontano il pubblico. La priorità è stata garantire la sicurezza degli operatori e dei residenti nelle vicinanze, informando tempestivamente la popolazione locale sulle precauzioni da adottare durante e dopo l’intervento.

Bonifica e messa in sicurezza

Le attività di bonifica sono proseguite per tutta la fase successiva allo spegnimento, con l’obiettivo di estinguere gli ultimi focolai e prevenire colpi di coda. Il lavoro comprende la ricerca di braci nascoste nelle intercapedini, il raffreddamento delle macerie e la rimozione di materiali pericolanti. Non si tratta solo di spegnere le fiamme visibili, ma di assicurare che non restino sorgenti di calore che possano riattivare l’incendio nelle ore successive.

Cause e accertamenti

Al momento dell’intervento le cause che hanno originato il rogo non sono ancora state accertate. Gli accertamenti inizieranno non appena le condizioni di sicurezza lo permetteranno e gli inquirenti potranno operare senza rischio di contaminazione delle prove. Saranno analizzate possibili ipotesi che vanno dall’origine accidentale, come un corto circuito o un abbaglio in fase di manutenzione, fino a possibili comportamenti imprudenti o a fonti esterne al mulino stesso. Gli esami tecnici sono fondamentali per escludere responsabilità e comprendere l’innesco reale del fuoco.

Impatto ambientale e patrimonio locale

Oltre al danno materiale subito dall’edificio, resta la preoccupazione per l’ambiente circostante: la vegetazione a ridosso del mulino rappresenta un ecosistema che, specie nei periodi secchi, è particolarmente vulnerabile alle propagazioni. Le autorità locali e i soccorritori hanno lavorato per limitare l’impatto, ma la situazione sottolinea l’importanza di vigilanza e manutenzione del territorio per prevenire episodi simili. Il mulino, pur essendo abbandonato, è parte della memoria collettiva e la sua perdita è avvertita come un danno culturale oltre che materiale.

Per ora la priorità rimane completare le operazioni di messa in sicurezza e attendere i rilievi tecnici. La comunità di Tiglieto seguirà con attenzione gli sviluppi delle indagini, nella speranza che le cause emergano chiaramente e che si possano adottare misure utili a prevenire future emergenze. I cittadini sono invitati a segnalare alle autorità eventuali elementi utili alle indagini e a osservare le indicazioni impartite dai soccorritori per la tutela della loro sicurezza.

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