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Condanna a 4 anni e 4 mesi per attacco a nave GNV Francia-Algeria

Il giovane marinaio lettone condannato a oltre quattro anni per un sofisticato attacco informatico a una nave GNV.

Condanna a 4 anni e 4 mesi per attacco a nave GNV Francia-Algeria

Il giudice di primo grado di Genova, Giorgio Morando ha emesso oggi una pena di quattro anni e quattro mesi di reclusione nei confronti di E.L. un marinaio lettone di 23 anni. Il giovane è stato ritenuto responsabile di un attacco informatico ai sistemi di una nave passeggeri della GNV impegnata nella tratta regolare fra Francia e Algeria.

L’indagine si è attivata lo scorso dicembre, quando il comandante dell’imbarcazione ha segnalato un’anomalia nei sistemi di bordo. Gli apparati di navigazione hanno mostrato comportamenti anomali, spingendo le autorità italiane a lanciare gli accertamenti. Da quel momento sono state individuate tracce di accesso non autorizzato e dispositivi sospetti collegati ai computer dei ponti di comando.

Il giudizio e la sentenza

Nel processo, E.L. è stato imputato per accesso abusivo a sistemi informatici in concorso con altre tre persone. L’accusa ha sostenuto che il giovane abbia inserito due apparati hardware che hanno permesso a terzi di collegarsi dall’esterno tramite una rete server di comando. L’obiettivo, secondo le indagini, era raccogliere informazioni tecniche e sottrarre credenziali di accesso. La condanna è stata aggravata dalla natura del sistema coinvolto, definito di interesse pubblico perché parte integrante del servizio di trasporto passeggeri.

Il ruolo del Tribunale del Riesame

Il Tribunale del Riesame che aveva esaminato la posizione dell’imputato durante l’estate, ha confermato che E.L. non era un semplice esecutore di ordini. La corte ha evidenziato la sua conoscenza delle operazioni in corso e il fatto che avesse inviato a un complice un componente hardware, elemento chiave per l’accesso remoto. Questo ha smentito le affermazioni dell’imputato, il quale aveva tentato di minimizzare il proprio ruolo definendosi una figura di secondo piano.

Dettagli dell’attacco informatico

Gli inquirenti hanno ricostruito una procedura che prevedeva l’utilizzo di mini computer, simili a Raspberry Pi posizionati nella plancia di comando. Questi dispositivi, collegati alla rete di bordo, avrebbero aperto un varco verso una rete di server di comando e controllo esterna, consentendo a soggetti non autorizzati di raccogliere dati tecnici, credenziali e, potenzialmente, informazioni personali dei passeggeri.

Altri soggetti coinvolti

L’inchiesta ha individuato tre ulteriori partecipanti al piano: due colleghi lettoni fermati in Francia e in Italia, e un individuo soprannominato “Master”, un lettone di 40 anni che le autorità ritengono attualmente a Mosca. Inoltre, è stato sequestrato un numero consistente di dispositivi digitali a bordo della nave, fornendo prove tangibili dell’attività illecita. La collaborazione tra forze di polizia italiane e francesi è stata determinante per ricostruire l’intera catena operativa.

La condanna di E.L. segna un’importante testimonianza della risposta giudiziaria alle minacce cyber nel settore dei trasporti di massa.

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