Il prossimo lunedì 12 ottobre è destinato a diventare una giornata di forte tensione a Genova. I dipendenti dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano hanno annunciato uno sciopero di 24 ore su tutti i siti del gruppo, con l’obiettivo di impedire l’avvio del blocco temporaneo della produzione deciso da Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. La decisione aziendale è stata motivata da vincoli giudiziari su Taranto e da difficoltà di approvvigionamento, ma le rappresentanze sindacali considerano la misura ingiustificata dal punto di vista tecnico ed economico.
Il blocco temporaneo proclamato da Acciaierie d’Italia e la reazione sindacale
Acciaierie d’Italia ha dichiarato “inevitabile” il fermo delle linee di laminazione a freddo nell’Area Nord, che comprende Cornigliano, Novi Ligure e Racconigi. La notizia è stata immediatamente contestata dalla Rsu Fiom di Genova che ha definito la decisione un “gioco delle tre tavolette”. Secondo i sindacati, i prodotti semilavorati – coil e bramme – sono ampiamente disponibili sui mercati internazionali a prezzi competitivi, consentendo la continuità produttiva senza ricorrere alla cassa integrazione.
Le ragioni della Rsu Fiom: mercato dei coils e alternative
La Rsu ha citato dati globali del 2025, con più di 80 milioni di tonnellate di rotoli a caldo movimentate, includendo anche acciai ad alto valore aggiunto per il settore automotive. Gli esperti sindacali sottolineano che l’acquisto di materia prima all’estero è attualmente più conveniente grazie al deprezzamento del dollaro e ai tempi di consegna più brevi rispetto alla produzione interna, ribaltando così l’argomento aziendale secondo cui le importazioni comporterebbero diseconomie e lunghi lead time.
L’appello della Fim Cisl e la risposta della sindaca Salis
Christian Venzano, segretario generale della Fim cisl liguria ha lanciato un appello urgente: “Difendere Cornigliano significa difendere il lavoro, la siderurgia, l’industria italiana e il futuro di Genova”. Ha invitato la sindaca di Genova, Silvia Salis il presidente della Regione Marco Bucci e tutti i parlamentari liguri a partecipare alla manifestazione, sottolineando la necessità di un segnale di unità istituzionale. Salis ha inviato una lettera ufficiale al ministro Adolfo Urso e ai commissari straordinari, definendo la chiusura “inaccettabile e insostenibile” e promettendo la sua presenza all’assemblea dei lavoratori per dimostrare la solidarietà della città.
Prossimi scenari: corte di Cassazione e impatto sulla filiera
Il lunedì rappresenta il primo banco di prova della mobilitazione popolare, ma l’attenzione è già rivolta al giudizio della Corte di Cassazione previsto per il 20 ottobre. Tale pronuncia sarà determinante per chiarire i vincoli giudiziari che gravano sull’intera filiera siderurgica italiana e potrà influenzare la possibilità di riavviare le attività a Taranto e, Nel frattempo, la Fim Cisl continua a sollecitare il Governo affinché attivi immediatamente fondi per l’acquisto di materie prime sul mercato, evitando così il ricorso alla cassa integrazione e preservando i posti di lavoro.



