28 ottobre 2026 🌤 15°

Cornigliano: produzione garantita ma sindacati contestano 870 cassintegrati

Palazzo Chigi ha ribadito che la produzione nello stabilimento di Cornigliano proseguirà, ma i sindacati contestano la richiesta di 870 dipendenti in cassa integrazione e annunciano vigilanza in vista dell'incontro del 29 ottobre.

Cornigliano: produzione garantita ma sindacati contestano 870 cassintegrati

Il confronto tra Governo, commissari e rappresentanti dei lavoratori ha lasciato chiaro un punto: la linea produttiva dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano è stata confermata dalle istituzioni, ma sul fronte occupazionale permangono forti contrasti. Dopo il vertice a Palazzo Chigi i sindacati hanno contestato il numero di lavoratori indicati per la cassa integrazione, ritenendolo incompatibile con i volumi produttivi annunciati.

Le tensioni accumulate nelle settimane precedenti, tra mobilitazioni e presidi, convivono ora con un documento firmato che fissa impegni sui siti industriali e con scadenze già definite per prossimi incontri e possibili richiami di personale.

Dettagli sull’impegno produttivo per lo stabilimento di Genova

Durante il confronto è stato richiamato l’accordo siglato dai commissari il 14 ottobre: la programmazione prevede la prosecuzione delle lavorazioni sulle linee di zincatura, decapaggio e banda stagnata fino alla fine di novembre e, successivamente, un approvvigionamento mensile di 35mila tonnellate di coils. Di queste, 25mila tonnellate sono destinate alle linee di zincato e decapato e 10mila tonnellate alla banda stagnata. È prevista inoltre una sospensione tecnica temporanea tra la fine di novembre e il mese di gennaio, con il richiamo del personale necessario a partire dall’11 gennaio 2027.

Questi numeri sono stati citati come base per sostenere la tesi della continuità produttiva, ma i delegati sindacali hanno sottolineato come tali tonnellaggi non giustifichino la richiesta aziendale di estendere la cassa integrazione a 870 lavoratori su 917 presenti nello stabilimento.

Il nodo della cassa integrazione e le posizioni in campo

L’istanza presentata da Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria chiede di ampliare la platea degli ammortizzatori fino a 870 dipendenti, un numero molto superiore ai 280 autorizzati nelle condizioni precedenti. Per le rappresentanze sindacali questa discrepanza è fonte di forte preoccupazione e ha motivato la richiesta di verifiche ulteriori.

Il coordinatore della Rsu Fiom dell’ex Ilva di Cornigliano ha annunciato che i sindacati vigileranno con attenzione sugli impegni presi a Palazzo Chigi e che il prossimo appuntamento operativo per verificare i dettagli sarà l’incontro aziendale calendarizzato per il 29 ottobre. I lavoratori si dichiarano pronti a mobilitarsi qualora le garanzie non trovassero riscontro nei fatti.

Impegni nazionali e prospettive per il gruppo ex Ilva

Oltre ai punti specifici su Cornigliano, il documento sottoscritto al tavolo di Palazzo Chigi contiene impegni più ampi: il Governo ha ribadito la volontà di garantire la continuità produttiva e di delineare prospettive industriali per tutti i siti coinvolti, tra cui Taranto, Novi Ligure e Racconigi. Nella strategia è stato indicato un orientamento verso soluzioni tecnologiche come il processo DRI con forni elettrici, la laminazione a caldo e la verticalizzazione a freddo, oltre alla possibile partecipazione pubblica diretta al progetto di rilancio.

In parallelo, il Governo ha avviato interlocuzioni con grandi imprese (sia private sia partecipate dallo Stato) interessate a valutare investimenti e sono in corso iniziative per reperire nuove commesse straordinarie in modo da ridurre i periodi di fermo degli impianti. Il decreto-legge 185/2026 ha inoltre stanziato un pacchetto di risorse per sostenere il reddito dei lavoratori, che copre sia i dipendenti diretti sia quelli dell’indotto, con possibili aggiustamenti nella fase di conversione in legge.

Scadenze e interlocuzioni aperte

Sul versante procedurale resta aperta la partita delle offerte vincolanti per la vendita, con termine fissato all’8 novembre, mentre sul piano giudiziario permangono variabili legate a decisioni che possono incidere sull’operatività degli impianti. Il Governo ha annunciato che predisporrà in vista della legge di bilancio misure per favorire uscite volontarie e prepensionamenti, valutando anche l’estensione degli strumenti per il riconoscimento del lavoro usurante a chi abbia prestato servizio nel ciclo integrale per almeno dieci anni.

Il prossimo tavolo ministeriale sull’ex Ilva è già stato fissato per la metà di novembre, mentre il calendario più immediato prevede l’incontro in azienda del 29 ottobre per verificare l’attuazione degli impegni presi. Le parti, da parte loro, mantengono posizioni distinte: il Governo spinge su piani industriali e tutele, le organizzazioni sindacali chiedono garanzie precise sui numeri e sugli strumenti di sostegno al reddito.

Con la produzione confermata ma la contesa sui numeri degli ammortizzatori ancora aperta, la situazione rimane in bilico: le prossime settimane saranno cruciali per capire se gli impegni formali verranno tradotti in scelte operative effettive, e se le garanzie occupazionali a Cornigliano e negli altri siti verranno consolidate in atti concreti.

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