Il Comune di Genova ha ridefinito le regole che disciplinano l’installazione e il controllo degli impianti di teleradiocomunicazione. Con la nuova normativa la pianificazione delle antenne esce dalle mani delle compagnie e passa sotto la responsabilità dell’amministrazione comunale, che stabilisce criteri più restrittivi rispetto alla disciplina dell’anno scorso.
Tra i punti centrali del provvedimento ci sono il vincolo di tutela per i luoghi sensibili, l’obbligo di presentare piani annuali di sviluppo della rete e l’adozione di misure per limitare l’impatto visivo nelle aree di pregio monumentale. L’esecuzione e i controlli saranno affidati alla Direzione Pianificazione Urbanistica del Comune.
Programmazione comunale e scadenza annuale per i gestori
La novità più evidente è lo spostamento della responsabilità decisionale: non saranno più le compagnie telefoniche a decidere autonomamente la collocazione delle antenne, ma il Comune di Genova potrà governare la mappatura degli impianti. I gestori dovranno presentare entro il 30 settembre di ogni anno il proprio piano di sviluppo della rete, permettendo a Palazzo Tursi una pianificazione preventiva che eviti una diffusione incontrollata di nuovi ripetitori. Questa procedura annuale mira a creare un quadro conoscitivo condiviso e a coordinare gli interventi su scala urbana.
Protezione dei siti sensibili: asili, scuole, ospedali e aree verdi
Il regolamento istituisce uno scudo totale attorno a una lista definita di siti sensibiliasili nido, scuole di ogni ordine e grado, ospedali, parchi pubblici, case di riposo e centri per disabili. Per queste categorie sono previsti vincoli stringenti che limitano fortemente la possibilità di installare nuove sorgenti di emissione nelle immediate vicinanze, con l’obiettivo dichiarato di tutelare la popolazione più vulnerabile.
La Giunta comunale e la Direzione di settore hanno motivato questa scelta con la necessità di bilanciare l’innovazione tecnologica e la tutela della salute pubblica, indicando che le decisioni dovranno tenere conto sia degli aspetti sanitari sia dell’impatto urbano.
Coabitazione degli impianti e criteri di localizzazione
Un altro cardine della norma è l’obbligo di coabitazione (cositing): prima di autorizzare una nuova antenna, i gestori saranno tenuti a privilegiare l’installazione su strutture e ripetitori già esistenti, oppure su torri tecnologiche e di illuminazione. Questo approccio riduce la proliferazione di tralicci e favorisce l’uso condiviso delle infrastrutture già presenti nel tessuto urbano.
Destinazioni preferenziali per le nuove installazioni
Le nuove installazioni dovranno essere indirizzate, preferibilmente, verso le aree industriali da riqualificarele zone periferiche o sui tetti di palazzi con almeno quattro piania condizione che non si tratti di edifici storici. L’utilizzo dei tetti al di sopra di quattro piani viene proposto come soluzione per minimizzare l’impatto a livello stradale e per favorire il raggruppamento degli apparati tecnologici.
Centro Storico, Unesco e mitigazione dell’impatto visivo
Nelle zone di pregio monumentale (core zone e buffer zone) e nel Centro Storico cittadino, tutelato dall’Unescoil regolamento impone che l’impatto visivo delle installazioni sia nullo o quanto più possibile mitigato. Sono richieste soluzioni tecnologiche avanzate e progetti grafici che dimostrino l’invisibilità degli impianti. Chi intenderà installare impianti al di fuori delle aree preferenziali sarà soggetto al vincolo di realizzare opere di compensazione o interventi di mitigazione ambientale a favore della città.
Monitoraggio delle emissioni e ruolo di Arpal
I livelli di emissione saranno soggetti a monitoraggio costante in collaborazione con Arpalsecondo modalità concordate con l’amministrazione. Questo sistema di controllo mira a garantire il rispetto dei limiti normativi e a fornire trasparenza ai cittadini riguardo ai valori dei campi elettromagnetici nelle diverse aree urbane.
L’assessora all’Urbanistica, Francesca Coppolaha sintetizzato la filosofia del provvedimento con parole che coniugano progresso e tutela: «Viviamo in un’epoca in cui la connettività e il 5G sono ormai infrastrutture essenziali», ha detto, sottolineando tuttavia che «Le antenne non sono elementi invisibili» e ribadendo che «non diciamo un “no” ideologico allo sviluppo». La dichiarazione richiama l’esigenza di una programmazione trasparente e della coabitazione intelligente sulle strutture esistenti.
Il provvedimento, che definisce aree preferenziali e prescrizioni edilizie per limitare l’inquinamento elettromagnetico, è ora all’esame del Consiglio Comunale per l’approvazione definitiva. L’attuazione pratica e i controlli saranno gestiti dalla Direzione Pianificazione Urbanistica del Comuneche dovrà tradurre le norme in atti operativi e verifiche sul territorio.



