Nel cuore del centro storico genovese la scuola primaria Daneo è da anni un simbolo di inclusione. Gli alunni, provenienti da diverse realtà culturali, partecipano a progetti che valorizzano la diversità e l’accoglienza. Proprio in questo clima, alcuni genitori hanno deciso di realizzare un cartello con la frase “Qui nessuno è straniero” scritto anche in più lingue, da appendere all’ingresso dell’istituto per celebrare la coesistenza pacifica tra le varie comunità.
Il venerdì 25 settembre, poco prima dell’inizio delle lezioni, due operatori della Digos in divisa civili si sono avvicinati alla cancellata e hanno rimosso il lenzuolo. Secondo i testimoni, l’intervento è stato eseguito con tono molto brusco, con le armi in fondina, provocando lo spavento di alcuni bambini che hanno iniziato a piangere. Decine di genitori, presenti sul posto, hanno assistito alla scena e hanno reagito con proteste immediatamente.
Intervento della Digos davanti alla scuola Daneo
Gli agenti, operanti nel normale servizio di controllo del territorio, hanno agito d’iniziativa dopo una segnalazione dalla Polizia Locale. La squadra ha afferrato il cartello e lo ha portato via senza fornire alcuna motivazione né mostrare il distintivo, come riportato dalle testimonianze dei genitori. L’azione è stata definita molto brusca e ha suscitato dubbi sulla legittimità dell’intervento, soprattutto perché il messaggio era stato realizzato dagli stessi alunni e dai loro genitori.
Modalità dell’operazione
Secondo la successiva nota della Questura, l’intervento è avvenuto intorno alle 8.30 e il personale intervenuto era impiegato nel servizio di controllo del territorio. La rimozione è stata effettuata senza ordine preventivo da parte della dirigenza e, una volta accertato che lo striscione era stato appeso dai genitori, il cartello è stato riconsegnato e riposizionato sul portone.
Le proteste dei genitori e l’intervento della sindaca
La reazione dei genitori è stata immediata: hanno chiesto di vedere il distintivo degli agenti e di ricevere una spiegazione scritta. L’avvocata Francesca Pastore, presidente dell’associazione dei genitori, ha denunciato la mancanza di comunicazione e ha richiesto un rapporto ufficiale sulla procedura adottata. Parallelamente, la sindaca Silvia Salis ha incontrato gli alunni, i docenti e i genitori per raccogliere le loro impressioni.
Dichiarazioni di Silvia Salis
La sindaca ha sottolineato che il messaggio del cartello “espone un fondamentale concetto di integrazione” e che la rimozione è stata percepita come un gesto spaventoso per i bambini. Salis ha riferito di aver sentito direttamente dagli alunni la volontà di scrivere al Presidente del Consiglio e al Presidente della Repubblica per esprimere disaccordo con il discorso mediatico sull’immigrazione. Ha poi ribadito che “in questa città non la pensiamo come il governo” e ha annunciato il ripristino immediato del banner.
Risposte della Questura e ripristino del messaggio
La Questura di Genova ha avviato accertamenti interni, precisando che l’intervento è stato personale e non frutto di un ordine superiore. Il Questore ha ordinato un’indagine sulle ragioni dell’azione e ha confermato che, una volta verificato che lo striscione era stato appeso dai genitori, è stato restituito e rimesso al suo posto. Nella stessa mattina, la scuola si preparava ad accogliere la Fiaccola della Pace, un simbolo che ha rafforzato l’idea di coesione sociale.
Procedimenti interni e reazioni politiche
Il caso ha già raggiunto gli ambienti politici: i gruppi parlamentari del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle hanno annunciato interrogazioni per chiarire le modalità dell’intervento. Sindacati come la Flc Cgil e la Fiom Cgil Genova hanno definito l’accaduto “grave e ingiustificabile”. Nel frattempo, altre scuole della città hanno mostrato solidarietà appendendo lo stesso messaggio, trasformando l’incidente in una più ampia discussione sul diritto all’educazione inclusiva in Italia.



