Domenica 5 luglio, il centro storico di Genova ha visto una marcia apolitica di oltre duecento persone, tra residenti e commercianti, uniti da una richiesta comune: più sicurezza e interventi concreti contro il degrado. La manifestazione, organizzata dal Comitato Giardini Malinverni insieme ai Civ BanchiSestiere del Doge e Ripa Maris ha attraversato le strade più problematiche del quartiere, partendo dalla Commenda di Prè e arrivando alla Darsena.
Un percorso simbolico attraverso i vicoli più critici
Il corteo ha seguito un percorso simbolico, toccando luoghi come via Prèporta dei Vaccavia del Campopiazza Banchi e Sottoripa. In testa alla manifestazione c’era lo striscione degli Angeli del Centro Storico con la scritta “Contro il degrado”. I partecipanti, di età diverse, hanno espresso la necessità di una maggiore vivibilità e di una presenza più visibile delle istituzioni sul territorio.
La Darsena, simbolo di contraddizione
Uno dei passaggi più significativi è stato quello nella zona della Darsena, porta d’ingresso di Genova per molti turisti e crocieristi, ma anche area indicata dai partecipanti come uno dei luoghi dove il degrado risulta più evidente. La contraddizione, per chi vive e lavora nel quartiere, è proprio questa: da una parte il centro storico come patrimonio storico, commerciale e turistico della città, dall’altra una quotidianità segnata dalla paura, dalla percezione di abbandono e dalla difficoltà di presidiare gli spazi pubblici.
La richiesta di interventi immediati e duraturi
Alla Commenda era presente anche un presidio della polizia locale, elemento che molti residenti hanno letto come un segnale importante. Vedere operatori sul territorio, poterli interpellare e avere un riferimento immediato sono tra le richieste che arrivano con maggiore insistenza da chi abita nei vicoli. Non solo interventi dopo le emergenze, ma controlli costanti, visibili e capaci di scoraggiare comportamenti illegali.
Dalla manifestazione è emersa però anche una richiesta più ampia. Per molti partecipanti servono interventi immediati contro i fenomeni criminali, ma anche una strategia duratura che tenga insieme sicurezza, recupero urbano, socialità e gestione delle fragilità presenti nel quartiere. Il presidio del territorio e l’azione delle forze dell’ordine vengono considerati indispensabili, ma non sufficienti se non accompagnati da un progetto capace di restituire stabilmente spazi, funzioni e vita quotidiana ai caruggi.
È su questo equilibrio che si concentra oggi il confronto politico e cittadino: non se intervenire, ma con quali strumenti, con quale continuità e con quale rapporto tra repressione e prevenzione. La marcia di ieri ha dato forma pubblica a una richiesta che nei vicoli circola da tempo: il centro storico non vuole essere raccontato solo come problema, ma chiede di essere messo nelle condizioni di tornare a essere vissuto.



