7 Ottobre 2026 ☁ 19° Allerta arancione · pioggia · fino 8 Ottobre 19:59

Emergenze in ospedali di Genova: guida pratica e sicura

La guida essenziale per muoversi in sicurezza negli ospedali di Genova, tra vie di fuga, punti di raccolta e collaborazione con il personale.

Emergenze in ospedali di Genova: guida pratica e sicura

La sicurezza in ospedale riguarda ogni persona che entra in una struttura sanitaria di Genova: pazienti, familiari, visitatori e personale esterno. In caso di emergenza, sapere come orientarsi tra vie di fugapunti di raccolta e contatti utili permette di reagire con lucidità e proteggere sé e gli altri. Questa guida sistematizza principi validi in tutti gli ospedali genovesi, spiegando in modo chiaro le regole di condotta e come collaborare efficacemente con chi coordina le operazioni.

Comprendere i meccanismi di evacuazione, riconoscere la segnaletica e rispettare le procedure consente di minimizzare rischi e tempi di risposta. La preparazione individuale è un tassello della più ampia organizzazione che coinvolge Vigili del FuocoProtezione Civile e i responsabili interni. Di seguito si trovano indicazioni pratiche, esempi tipici e suggerimenti per gestire sia le situazioni più frequenti sia quelle meno intuitive.

Il percorso proposto parte dall’orientamento nella struttura e prosegue con l’uso delle uscite, le aree sicure, i numeri da contattare, il comportamento da tenere e le modalità di assistenza alle persone fragili. Una sezione conclusiva raccoglie casi specifici ed eccezioni, per offrire un quadro coerente e facilmente applicabile.

Orientarsi subito: mappe, segnaletica e punti di riferimento

All’ingresso, è utile individuare le planimetrie di piano e la segnaletica di sicurezza. Le mappe riportano le vie di fuga le scale, gli ascensori e i punti di raccolta esterni. Nei corridoi, i pittogrammi verdi indicano le uscite di emergenza; i cartelli rossi identificano presidi antincendio come estintori e idranti. Memorizzare due percorsi alternativi riduce la dipendenza da un singolo tragitto. In reparti complessi, si può chiedere al personale dove si trovi il punto di ritrovo più vicino e quali aree vadano evitate in caso di allarme, come locali tecnici o depositi.

È buona prassi notare la presenza delle scale di sicurezza e distinguere quando l’uso degli ascensori è sconsigliato. La segnaletica è progettata per essere intuitiva: frecce verdi conducono verso l’uscita, mentre indicatori numerati aiutano a riconoscere il blocco o la torre. In molte strutture genovesi i percorsi sono identificati anche per colore, facilitando l’orientamento. Fare attenzione all’audio degli annunci consente di cogliere istruzioni immediate e specifiche per il piano in cui ci si trova.

Vie di fuga e uscite: come muoversi in sicurezza

In presenza di un allarme, ci si muove in modo ordinato seguendo le uscite di emergenza segnalate. Se una via risulta ostruita, si adotta il secondo percorso memorizzato. Le scale sono preferibili agli ascensori, che possono venire disattivati per motivi di sicurezza. Camminare vicino alle pareti esterne del corridoio aiuta a mantenere compatto il flusso e lasciare spazio ai soccorritori. Se il fumo è presente, tenere la testa bassa, proteggere bocca e naso con un tessuto e procedere con calma.

Le porte tagliafuoco devono rimanere chiuse dopo il passaggio: garantiscono compartimentazione e resistenza al fuoco. Non rientrare per recuperare oggetti personali; il principio è preservare l’incolumità prima dei beni. Nei reparti con pazienti non deambulanti, il personale organizza l’evacuazione per priorità, utilizzando sedie portantine o teli. Collaborare significa non intralciare questi movimenti e attenersi alle istruzioni, anche se si conosce un percorso alternativo.

Punti di raccolta esterni e verifica delle presenze

All’esterno, ci si dirige verso i punti di raccolta indicati dalla segnaletica verde con simbolo di convergenza. Qui avviene il conteggio delle persone e la valutazione dello stato di sicurezza. Restare nell’area assegnata evita dispersioni e facilita la verifica delle presenze fondamentale per i coordinatori di emergenza. Non sostare vicino agli accessi, alle vie carrabili o alle aree di manovra, per non ostacolare i mezzi di soccorso.

Se si è accompagnatori, è utile segnalare subito alle squadre l’eventuale presenza di un paziente sotto la propria cura che sia rimasto all’interno o abbia bisogni particolari. Le indicazioni fornite in questa fase permettono ai soccorritori di definire le priorità. Non lasciare il punto di raccolta fino a nuova comunicazione: il rientro è autorizzato solo quando la struttura è dichiarata nuovamente agibile.

Contatti utili e catena delle comunicazioni

Per segnalazioni immediate, il riferimento è il Numero Unico 112 che attiva Carabinieri, Polizia, Emergenza Sanitaria e Vigili del Fuoco. All’interno dell’ospedale, sono presenti telefoni di emergenza e pulsanti di allarme collegati alla centrale operativa interna. Fornire informazioni chiare su posizione, piano, reparto e natura dell’evento accelera l’attivazione delle procedure. Evitare chiamate multiple non necessarie riduce il rischio di congestione.

Nei corridoi e nelle sale d’attesa possono essere affissi numeri interni del Servizio di prevenzione della portineria e della sicurezza. Se si utilizza il proprio telefono, indicare con precisione l’ospedale e l’ingresso più vicino. In contesti rumorosi, si può inviare una descrizione breve e puntuale tramite sistemi interni, se disponibili. La regola generale è una sola: comunicazione breve, comprensibile e verificabile, senza supposizioni.

Regole di condotta per tutelare sé e gli altri

La condotta personale incide sulla sicurezza collettiva. Alcune regole restano valide in ogni scenario: non correre, non gridare, non creare controflussi. Seguire il personale riconoscibile da tesserino o divisa, evitare ascensori, aiutare chi è vicino se si è in grado, senza improvvisare manovre rischiose. Chiudere porte alle spalle, non spostare estintori se non addestrati, non ostruire le uscite con borse o carrozzine. Se si accompagna una persona fragile, mantenere il contatto visivo e comunicare le sue esigenze ai coordinatori.

L’uso dei dispositivi medici va affidato agli operatori. Interferire con la strumentazione può generare pericoli elettrici o interruzioni di terapie. In caso di fumo o odori insoliti, segnalare senza indugio. Se un allarme risulta un test o un falso positivo, si attende la comunicazione di chiusura delle operazioni: si reagisce sempre come se l’evento fosse reale a tutela di tutti.

Collaborare con il personale: ruoli e priorità

Ogni reparto dispone di addetti all’emergenza formati per assistere l’evacuazione e l’uso dei presidi antincendio. Riconoscerne l’autorità aiuta a coordinare il gruppo. Quando si ricevono indicazioni, si risponde in modo conciso e si eseguono le istruzioni nell’ordine dato. Le priorità tipiche riguardano pazienti in terapia intensiva, non deambulanti minori e donne in gravidanza. Fornire informazioni verificate su ascensori bloccati, ostacoli o persone disperse migliora l’efficacia delle decisioni.

Chi ha competenze sanitarie o tecniche può offrirsi, ma sempre dopo essere stato assegnato a un compito. L’iniziativa non coordinata è un rischio. Anche un contributo semplice, come mantenere libera una soglia o accompagnare un gruppo verso il punto di raccolta, è prezioso se inserito nel piano di emergenza del presidio.

Approfondimenti: casi specifici ed eccezioni

– Fumo in corridoio senza fiamme visibili: sigillare eventuali spifferi con tessuti umidi, abbassarsi, seguire la via di fuga opposta alla provenienza del fumo, attendendo istruzioni del personale.
– Persona con ridotta mobilità: non sollevare senza addestramento; allertare gli addetti e preparare lo spazio per la barella o la sedia di evacuazione.
– Bambini: mantenere contatto fisico e rassicurare con frasi semplici; affidarsi alle indicazioni degli operatori per il trasferimento.

– Ascensore bloccato: usare l’allarme interno e il citofono; non forzare le porte. Comunicare il numero di persone, eventuali sintomi e piano presunto. L’apertura è di competenza dei soccorritori.
– Persone disorientate: accompagnare con calma verso un’area sicura, evitando toni direttivi; segnalare ai coordinatori la posizione di ritrovamento e le condizioni osservate. La chiave rimane l’ordine pochi gesti corretti, nella sequenza giusta, proteggono l’intero gruppo.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Genova adesso

ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 7 Ottobre