Il Comune di Genova ha appena varato la delibera che autorizza la partecipazione al bando nazionale 2026 per il Servizio Civile Universale. Il programma, denominato “Genova 2050: Futuro in Comune”, nasce con l’obiettivo di inserire i giovani nella vita dei quartieri e di valorizzare il patrimonio storico-culturale della città.
La proposta, avanzata dalla sindaca silvia salis e coordinata dal Comune come ente capofila, prevede due linee d’intervento: Attrattività e connessioni e Spazi e territori. Entrambi i progetti mirano a creare una rete di servizi di prossimità, a favorire l’inclusione sociale e a sostenere la sostenibilità urbana in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030.
Servizio Civile Universale: i due progetti di Genova 2050
Il primo filone, “Attrattività e connessioni”, punta a valorizzare i luoghi di aggregazione, a potenziare la mobilità locale e a sostenere iniziative culturali che mettano in luce le eccellenze del territorio. I giovani volontari potranno operare nelle biblioteche, nei centri sportivi e nei mercati, raccogliendo dati sui bisogni reali della cittadinanza.
Spazi e territori: recupero e gestione del patrimonio
Il secondo progetto, “Spazi e territori”, si concentra sul restauro di beni materiali e immateriali, dalla conservazione di edifici storici alla promozione di tradizioni locali. Il ruolo dei volontari sarà quello di coordinare attività di sensibilizzazione e di contribuire a progetti di riqualificazione urbana, trasformando così le aree più degradate in punti di riferimento per la comunità.
Il finanziamento dipenderà dall’approvazione del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale; nel frattempo, la delibera comunale non prevede oneri straordinari per il bilancio, ma la realizzazione dei progetti resta sospesa fino al via libera nazionale.
Prezzi da record nell’entroterra e il rischio di mare al centro storico
Parallelamente alle iniziative civiche, il mercato immobiliare dell’entroterra genovese sta vivendo una vera e propria corsa all’acquisto. In diversi borghi sono disponibili case a 100 euro al metro quadro un prezzo che attrae famiglie e investitori in cerca di una soluzione abitativa più economica rispetto alla città. Gli esperti sottolineano che la combinazione tra costo contenuto e buona viabilità sta trasformando questi centri in nuove mete residenziali.
Ma la tranquillità dei piccoli paesi è contrapposta a una minaccia più grande: le proiezioni scientifiche indicano un possibile innalzamento del mare di 6 metri nei prossimi secoli. Utilizzando il modello di Chris S. M. Turney, gli studiosi hanno tracciato una mappa delle zone di Genova che dovrebbero finire sotto l’acqua, includendo parti del centro storico e aree costiere sia a Levante che a Ponente. Sebbene il lasso di tempo sia molto lungo, la mappa serve a evidenziare la necessità di una pianificazione urbana più resiliente.
Il paradosso del potere d’acquisto si aggiunge al quadro: Genova figura tra le città liguri con i salari più alti d’Italia, ma l’inflazione erode rapidamente il tenore di vita. Le famiglie percepiscono stipendi elevati, ma i prezzi dei beni di prima necessità e dei servizi spostano la soglia di benessere verso il basso, alimentando la domanda di abitazioni più economiche nell’entroterra.
La speranza è che, grazie a investimenti mirati e a una pianificazione consapevole, la città riesca a trasformare queste sfide in opportunità per tutti i suoi cittadini.



