Roberto Vannacci ha tenuto un comizio a Genova in una città blindata, con il raduno spostato da via Cesarea a piazza Leopardi e un massiccio dispositivo di forze dell’ordine per evitare disordini; l’evento si è svolto con tensione ma senza scontri significativi. Ultimo aggiornamento: 12 luglio 2026.
La giornata ha avuto rilievo nazionale perché ha visto il confronto tra il leader di Futuro Nazionale e ampi presidi di protesta organizzati da sigle sindacali e associazioni antifasciste, con la città che ha mobilitato risorse per la sicurezza pubblica; il trasferimento della sede del comizio e la chiusura delle vie di accesso hanno condizionato la circolazione nell’area e la partecipazione degli aderenti. La vicenda ha inoltre coinciso con una defezione interna significativa: circa seicento tesserati dei Comitati di Lamezia Terme hanno abbandonato il partito.
Dispiegamento e ordine pubblico a Genova
Le autorità hanno disposto un imponente dispiegamento di forze dell’ordine per presidiare via Cesarea, piazza Leopardi e le vie adiacenti; le forze hanno chiuso gli accessi a piazza Leopardi e contenuto i gruppi di manifestanti presenti, impedendo contatti diretti tra le opposte fazioni. Un centinaio di rappresentanti di Genova Antifascista sono stati concentrati in un punto di presidio in via Albaro mentre la manifestazione di CGIL e ANPI, con l’adesione di esponenti del Partito Democratico, ha occupato lo spazio inizialmente assegnato agli aderenti di Futuro Nazionale, costringendo lo spostamento del comizio.
Il comizio è iniziato con ritardo rispetto all’orario previsto per motivi di sicurezza e per le verifiche del caso; grazie al dispositivo messo in atto, non si sono registrati scontri violenti e gli interventi delle forze dell’ordine hanno mantenuto l’ordine pubblico. L’intera area è stata descritta come blindata dagli organizzatori e dalle autorità presenti, con vie di accesso temporaneamente interdette e controlli agli ingressi a piazza Leopardi.
Dichiarazioni di Roberto Vannacci
Durante il comizio Vannacci ha attaccato la sinistra e il sindaco di Genova per le scelte in materia di sicurezza, attribuendo a oppositori e minacce la responsabilità della mobilitazione poliziesca in città; ha sostenuto che il comizio è stato spostato “su accordo con le forze dell’ordine” e che la piazza è stata blindata per la presenza di minacce. Vannacci ha dichiarato: “Mi vergogno di vivere in un Paese dove per fare un comizio dobbiamo svuotare le caserme di mezza Regione”.
Il leader ha quindi criticato la decisione del sindaco Silvia Salis di limitare l’uso del taser da parte della polizia locale, affermando che “Il teaser salva le vite, perché l’alternativa al teaser è il calibro 9 con piombo di fabbricazione italiana” e insistendo sul tema della sicurezza pubblica come fulcro del proprio discorso politico. Ha definito la propria formazione come portatrice di principi e valori senza aperture o alleanze richieste, affermando che il partito “va avanti per la propria strada”.
Proteste, slogan e reazioni interne al partito
I manifestanti hanno scandito slogan contro Vannacci, tra cui frasi come “Vannacci remigra tu e tua moglie” e “Genova è solo antifascista”, mentre il presidio di CGIL e ANPI aveva occupato lo spazio previsto per il comizio per impedire un contatto ravvicinato tra le opposte fazioni. La mobilitazione si è svolta senza degenerare in violenza grazie alle misure di contenimento messe in campo, ma la tensione è rimasta alta per tutta la durata dell’evento.
Nel corso del comizio è giunta la notizia delle dimissioni collettive di circa seicento tesserati appartenenti ai Comitati di Lamezia Terme che hanno deciso di lasciare Futuro Nazionale, denunciando nomine imposte dai vertici e una gestione ritenuta distante dalla base. I dimissionari hanno parlato di delusione e hanno accusato la leadership di favorire posizionamenti alle parlamentarie e privilegi per una ristretta cerchia di dirigenti, definendo i vertici come “falsi profeti”.
L’evento ha quindi combinato l’aspetto locale dell’ordine pubblico con tensioni interne al partito che rischiano di avere risvolti politici più ampi, mentre nella città si sono osservate misure straordinarie di sicurezza e controlli estesi per tutta la durata della manifestazione.



