Le amministrazioni locali stanno intensificando gli interventi per rendere le strade più sicure per i pedoni. A Recco, il Comune ha programmato la posa di una lampada specifica per l’attraversamento pedonale in via Roma, mentre nella capitale un dispositivo luminoso appena installato su via Anagnina è stato rimosso dopo pochi giorni, alimentando una disputa politica.
Questi due esempi mostrano come, nonostante l’intento di migliorare la visibilità e la protezione dei passanti, le decisioni operative possano divergere nettamente, generando sia benefici concreti sia controversie sul corretto utilizzo delle risorse pubbliche.
Recco: nuova lampada per l’attraversamento di via Roma
Il progetto comunale prevede l’installazione di una lampada dedicata all’attraversamento pedonale situato al civico 152, con intervento fissato per mercoledì 7 ottobre dalle 8.30 alle 10.30. La luce, progettata per aumentare la visibilità dei pedoni, sarà posizionata poco prima del ristorante Da O Vittorio, vicino al distributore di carburante, zona particolarmente trafficata.
Dettagli dell’intervento e divieto di sosta
Per consentire i lavori, è stato istituito un divieto di sosta temporaneo nello stesso intervallo orario. Il sindaco Carlo Gandolfo ha sottolineato l’importanza di un “lavoro organico” volto a potenziare la sicurezza stradale di via Roma, già arricchita di un semaforo a chiamata e della ricollocazione dell’attraversamento verso il mare, per allontanarlo da un punto d’incrocio critico.
Roma: l’intervento su via Anagnina cancellato e le richieste di chiarimento
Nel capoluogo, un nuovo impianto volto a rendere più sicuro l’attraversamento pedonale di via Anagnina, civico 3, è stato smantellato dopo pochi giorni dalla sua realizzazione. La polemica è stata sollevata dal consigliere legista Fabrizio Santori, che ha chiesto spiegazioni sul perché l’opera è sparita così rapidamente.
Dati sul traffico e le polemiche politiche
Le analisi tecniche indicano circa 69 000 passaggi veicolari al giorno e oltre 400 attraversamenti pedonali tra i civici 3 e 19. Nonostante questi numeri, il dispositivo luminoso e la nuova segnaletica sono stati rimossi, riportando la situazione al punto di partenza. Santori ha richiesto al Campidoglio di rendere noto chi ha disposto i lavori, chi ha ordinato la rimozione e qual è stato il costo complessivo sostenuto con fondi pubblici.
Il caso di via Anagnina evidenzia come la gestione della sicurezza urbana possa diventare oggetto di accesi dibattiti politici, soprattutto quando le spese pubbliche sembrano essere investite in soluzioni temporanee. Nel frattempo, le autorità romane non hanno ancora fornito una risposta ufficiale, lasciando i pedoni esposti a un rischio continuo su una strada ad alto scorrimento.



