Un dramma familiare si è trasformato in un caso giudiziario che ha coinvolto due regioni. Un giovane di 28 anni, originario di Torino, è stato fermato dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Genova nella notte del 17 agosto 2026. L’accusa è di incendio doloso, un reato grave che ha avuto origine da un litigio in famiglia.
Tutto è iniziato nel pomeriggio del 16 agosto a Pino Torinese, dove il giovane ha appiccato il fuoco all’appartamento dei genitori. Le fiamme si sono propagate rapidamente, coinvolgendo anche l’abitazione sottostante. Una coppia presente nell’appartamento sottostante è stata soccorsa e trasportata in ospedale per una lieve intossicazione da fumo ma non è in pericolo di vita.
La fuga e la resa: da Torino a Genova
Dopo aver appiccato l’incendio, il 28enne ha gettato via i propri documenti e ha preso un treno diretto a Genova. Le ricerche del giovane erano state avviate dai Carabinieri di Torino, ma è stata la Centrale Operativa di Genova a ricevere una segnalazione relativa alla sua presenza in piazzale Kennedy.
Incredibilmente, è stato lo stesso giovane a chiamare il 112 riferendo di volersi costituire. I Carabinieri sono intervenuti rapidamente e hanno rintracciato il giovane, procedendo al fermo. Al termine delle formalità, il 28enne è stato accompagnato nella Casa Circondariale di Genova Marassi a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
Le indagini e la derubricazione del reato
Inizialmente, l’ipotesi di reato era quella di strage ma la Procura di Genova ha successivamente derubricato l’accusa in incendio doloso. Le indagini proseguono per ricostruire con precisione la dinamica dell’incendio e chiarire tutti gli aspetti della vicenda.
La storia del 28enne di Torino è un esempio di come un litigio familiare possa degenerare in un evento drammatico. La fuga e la successiva resa aggiungono un ulteriore strato di complessità a una vicenda che ha coinvolto non solo la famiglia del giovane, ma anche due coppie di vicini e le forze dell’ordine di due diverse città.



