Genova è una città verticale: strade collinari tornanti stretti e gallerie frequenti complicano ogni sinistro. Un urto lieve può trasformarsi in caos se non si agisce con metodo. Conoscere i passaggi, a partire dal primo soccorso fino alla constatazione amichevole riduce i rischi e tutela legalmente chi guida.
Questa guida raccoglie una procedura passo-passo mirata al contesto genovese. Indica i numeri utili i casi in cui contattare le forze dell’ordine quali moduli compilare e gli errori che costano caro. Focus specifico su tratti collinari e tratti in galleria dove valgono accortezze diverse rispetto alla pianura.
La priorità è proteggere le persone. Indossare il giubbotto ad alta visibilità prima di scendere. Attivare le quattro frecce e, se possibile senza pericolo, disporre il triangolo almeno 50 metri su strade extraurbane e 100 metri in autostrada. Su strade collinari con curve cieche, aumentare la distanza e posizionare il triangolo nel punto più visibile “a monte” del flusso veicolare. Evitare di sostare in mezzo alla corsia: se il mezzo si muove, accostarlo sul margine interno della curva o in piazzola.
In galleria non rischiare per posizionare il triangolo: fermarsi in piazzola di emergenza o il più possibile a destra, lasciare le luci accese, far scendere gli occupanti lato parete e raggiungere la nicchia SOS o l’uscita di emergenza più vicina. Non effettuare inversioni o retromarce. Se ci sono feriti, chiamare subito i soccorsi, descrivendo il nome della galleria la direzione e il progressivo chilometrico indicato sui pannelli.
Le chiamate giuste: chi contattare e quando
Per emergenze sanitarie e incidenti con pericolo chiamare il 112 (Numero Unico Europeo). In alternativa diretta: 118 per emergenze sanitarie e 115 per Vigili del Fuoco. Su rete autostradale genovese: 803 111 (infoviabilità Autostrade per l’Italia) e colonnine SOS in galleria; per strade statali e raccordi: Pronto ANAS 800 841 148. Per traino: ACI 803 116.
Contattare le forze dell’ordine nei casi seguenti: presenza di feriti, disaccordo sulla dinamica, veicoli non assicurati, rifiuto di consegnare i dati, fuga di una delle parti, danni a infrastrutture (barriere, segnaletica, galleria), ingombro pericoloso della carreggiata, sospetto di alcol o droghe, coinvolgimento di veicolo estero o targa non italiana. In galleria o su curve cieche, chiamare anche se non ci sono feriti, quando il sinistro crea un pericolo concreto per la circolazione.
Raccolta prove sul posto: foto, dati e testimoni
Quando l’area è in sicurezza, documentare. Scattare foto dettagliate ai danni ai punti d’urto, alle tracce (frenata, liquidi), alla posizione dei veicoli rispetto a linee e cartelli. Sui tratti collinari, includere la curva interessata e la visuale in avvicinamento “a monte”. In galleria, fotografare i cartelli interni con il numero del fornice, le porte di emergenza e il progressivo chilometrico. Annotare luogo, ora, meteo, stato del manto stradale.
Raccogliere i dati di controparte: targa marca e modello, nominativo del conducente e proprietario, compagnia assicurativa numero di polizza e scadenza. Segnare i contatti di eventuali testimoni e il numero identificativo dell’intervento (se intervenute pattuglie). Non spostare i veicoli prima di aver documentato, salvo necessità di sicurezza o richiesta delle autorità.
Dal luogo del sinistro alla constatazione: il modulo CAI
La Constatazione Amichevole di Incidente (CAI, anche detta modulo blu o CID) accelera la gestione del sinistro. Compilarla sul posto se c’è accordo sulla dinamica. Se il modulo cartaceo non è disponibile, molte compagnie consentono la CAI digitale via app. Prima di firmare, inserire: dati dei veicoli, conducenti e assicurazioni; ora e luogo precisi (in galleria indicare fornice, direzione e km); circostanze con le crocette punto d’urto e danni visibili; schizzo della scena con frecce di marcia e nomi delle strade.
Regola d’oro: mai firmare moduli incompleti. Se non c’è accordo, ognuno compila la propria parte e firma solo i dati certi. La dinamica contestata si spieghi nello spazio note, senza ammissioni di colpa. Allegare foto e contatti testimoni alla denuncia alla propria assicurazione entro i termini di polizza.
Errori comuni da evitare per tutelarsi legalmente
– Dichiarazioni affrettate: evitare frasi che suonano come ammissioni. Meglio descrivere i fatti in modo neutro e cronologico.
– Moduli firmati “in bianco”: una firma su campi vuoti è rischiosa. Compilare tutto o rinviare la firma.
– Spostare i veicoli senza prove: prima foto e misurazioni indicative; poi liberare la strada se è pericoloso.
– Accettare contanti sul posto: può compromettere il diritto al risarcimento e creare ambiguità.
– Dimenticare i testimoni: senza contatti verificabili, la ricostruzione è più debole.
– Mancata indicazione del progressivo km in galleria o del punto preciso su strada collinare: riduce la forza probatoria.
– Trascurare microlesioni anche colpi di frusta lievi vanno valutati; tenere traccia di visite e spese.
– Non segnalare danni a barriere, catarifrangenti, impianti in galleria: vanno sempre riportati e, se possibile, fotografati.
Passo-passo sintetico: da fare nell’ordine giusto
- Metti in sicurezza giubbotto, quattro frecce, triangolo dove possibile; in galleria, accosta e raggiungi una nicchia SOS.
- Verifica i feriti non spostare chi lamenta dolori a collo/schiena; copri e rassicura.
- Chiama 112 in caso di feriti, pericolo, disaccordo serio, tunnel o curve cieche con ingombro.
- Documenta foto da più angoli, segnaletica, progressivo km, testimoni.
- Scambia i dati patente, targa, assicurazione, contatti.
- Compila il CAI solo se c’è accordo e tutti i campi sono completi; altrimenti invia denuncia separata alla tua compagnia con allegati.
- Libera la carreggiata se la situazione è pericolosa e dopo aver raccolto le prove; su richiesta delle autorità, sposta subito i veicoli.
Dettagli locali utili su colline e tunnel genovesi
Su strade collinari strette, aumenta la distanza di sicurezza nella segnalazione e, se possibile, posiziona una persona a distanza “a monte” per avvisare i veicoli in arrivo (sempre con giubbotto). Evita di rimanere all’interno della traiettoria della curva; disponi gli occupanti dietro un guard-rail o su un terrazzamento sicuro. In caso di veicolo in pendenza, inserisci marcia e freno a mano; ruota le ruote verso il margine interno per ridurre il rischio di scivolamento.
In galleria usa le colonnine SOS per comunicare con il centro di controllo: la chiamata trasmette automaticamente la localizzazione. Se la visibilità è ridotta da fumo, resta basso, copri naso e bocca e segui la segnaletica verso l’uscita più vicina. Non riavviare il veicolo se perde liquidi o se l’urto ha interessato il vano motore: in tunnel il rischio si amplifica. Attendi istruzioni dagli operatori e favorisci l’accesso dei mezzi di soccorso.



