La Liguria registra un nuovo passo in avanti nella gestione dei rifiuti urbani: la raccolta differenziata regionale arriva al 62,33% migliorando il dato del 2026 e segnando un netto progresso rispetto al 2015. I numeri consolidati approvati dalla Regione Liguria mostrano una crescita che coinvolge province, Città Metropolitana e singoli Comuni, con ricadute concrete sulla politica di incentivi e penalità.
L’assessore al Ciclo dei rifiuti, Giacomo Giampedrone ha definito il dato “Un risultato importante” sottolineando come il miglioramento sia frutto dell’impegno congiunto di istituzioni, gestori del servizio e cittadini. La progressione nel tempo evidenzia una trasformazione della gestione dei rifiuti che trova riflessi anche nelle misure economiche regionali.
Comuni virtuosi e incentivi economici
Nel 2026 sono 152 i Comuni liguri che hanno raggiunto o superato il 65% di raccolta differenziata, in aumento rispetto ai 140 del 2026. Questo incremento è particolarmente rilevante se confrontato con il passato: nel 2015 i comuni che superavano tale soglia erano appena 32. I territori che raggiungono le soglie previste beneficiano di riduzioni del tributo di conferimento in discarica per la frazione residua, con la misura articolata in fasce di risultato e pensata come incentivo per chi ha investito nella raccolta differenziata.
Distribuzione territoriale dei premi
La normativa regionale prevede che le riduzioni del tributo siano corrisposte sulla base delle performance ottenute. Questo meccanismo è stato pensato per premiare chi ha lavorato sulla diminuzione del rifiuto indifferenziato e per rendere più sostenibile la gestione del residuo. Secondo la Regione, “La misura rappresenta un incentivo concreto per i territori che hanno investito nella raccolta differenziata e nella riduzione del rifiuto indifferenziato”.
Percentuali provinciali e risultati nei capoluoghi
Analizzando il territorio, la provincia della Spezzina detiene il primato regionale con una raccolta differenziata pari al 74,11%. Seguono la provincia di Savona con il 66,47% la provincia di Imperia con il 62,42% e la Città Metropolitana di Genova con il 57,69%. Tra i Comuni con più di 15.000 abitanti, i cinque centri che superano il 65% sono: La Spezia (80,18%), Albenga (76,32%), Sestri Levante (73,13%), Chiavari (69,43%) e Imperia (68,91%).
Comuni con oltre l’80% e performance eccellenti
Il numero dei Comuni che hanno superato l’80% di raccolta differenziata è salito a 20 nel 2026, uno in più rispetto al 2026. I primati locali vedono Ortovero al primo posto con l’86,89%, seguito da Riccò del Golfo di Spezia con l’86,27% e Pieve Ligure con l’84,26%. Questi esempi mettono in luce come politiche locali e organizzazione del servizio possano tradursi in risultati molto elevati.
Produzione di rifiuti e contributi regionali
Nel 2026 la produzione complessiva di rifiuti urbani in Liguria si attesta a 838.295 tonnellate un valore sostanzialmente stabile rispetto alle 830.096 tonnellate del 2026. Considerando esclusivamente i rifiuti gestiti in regime di privativa comunale, il totale è pari a 804.635 tonnellate risultato che risulta inferiore dell’8,6% rispetto al 2015. La Regione segnala che il dato complessivo è sostanzialmente stabile, a conferma di un equilibrio tra produzione e pratiche di raccolta.
Contributi legati al residuo indifferenziato
Si registra una lieve diminuzione del numero di Comuni soggetti al contributo regionale per il superamento della soglia di rifiuto indifferenziato: sono 61 nel 2026, rispetto ai 63 dell’anno precedente. L’importo complessivo dovuto ammonta a quasi 251.000 euro con la quota principale riconducibile al Comune di Genova (185.339,77 euro), seguito da Savona (9.588,37 euro) e Ventimiglia (10.180,51 euro).
Dal punto di vista della riduzione del rifiuto residuo, sono 47 i Comuni che mantengono un quantitativo di indifferenziato inferiore o uguale ai 100 kg per abitante all’anno: la migliore performance è quella di San Biagio della Cima con soli 42 kg per abitante all’anno di rifiuto indifferenziato. Questi dati segnalano che, oltre alle percentuali di raccolta differenziata, si stanno ottenendo risultati concreti nella riduzione della frazione residuale.
Nel complesso, la Regione sottolinea che “diminuisce progressivamente il ricorso agli strumenti di penalizzazione” mentre si lavora sulla chiusura del ciclo e sull’autosufficienza impiantistica prevista dal Piano regionale. La traiettoria indicata punta a rafforzare l’autonomia territoriale nella gestione dei rifiuti e a consolidare i miglioramenti acquisiti.



