Lunedì 5 ottobre, il Teatro del Mare di Genova ha ospitato una tavola rotonda organizzata dalla Regione Liguria nell’ambito del Salone Nautico Internazionale. L’incontro, moderato da Raffaella Burlando, ha visto protagonista l’assessore regionale all’Acquacoltura e Pesca professionale, Alessandro Piana, che ha illustrato le linee strategiche del programma triennale 2026-2028. L’evento si è inserito in una giornata più ampia dedicata alla Blue Economy alla transizione energetica e alla cooperazione europea, offrendo al pubblico e agli operatori del settore una panoramica completa delle nuove direttrici di sviluppo per il comparto marittimo ligure.
Obiettivi del programma 2026-2028: semplificazione e investimenti
Piana ha sottolineato che il piano pesca-acquacoltura punta innanzitutto a ridurre gli oneri burocratici che gravano sulle imprese del settore. La semplificazione delle procedure amministrative dovrebbe tradursi in tempi più rapidi per l’avvio di nuove attività e per l’ottenimento di autorizzazioni. Parallelamente, il programma prevede un consistente pacchetto di investimenti destinati sia alle infrastrutture portuali sia alle tecnologie innovative, con l’obiettivo di aumentare la competitività delle aziende liguri a livello nazionale ed europeo.
Sviluppo dell’acquacoltura e ricerca: diversificazione delle attività
Un caposaldo del documento è la volontà di dare impulso all’acquacoltura ligure, considerata una risorsa strategica per l’economia locale. Il piano prevede fondi dedicati alla ricerca su specie a elevato valore aggiunto, nonché al miglioramento delle tecniche di allevamento sostenibile. La diversificazione dell’offerta è vista come risposta alle sfide climatiche e di mercato, favorendo la coltivazione di organismi meno sensibili a variazioni ambientali. Un focus particolare sarà dedicato allo sviluppo di sistemi integrati che coniughino pesca tradizionale e acquacoltura, creando sinergie tra le diverse attività marine.
Ricerca mirata per nuove specie
Tra le iniziative più rilevanti, la Regione intende sostenere progetti di ricerca scientifica per l’introduzione di specie ittiche emergenti, come la tilapia di acqua salata e i crostacei a rapido ciclo di crescita. Tali attività saranno realizzate in collaborazione con università e centri di ricerca, garantendo trasferimento tecnologico e formazione di personale qualificato.
Turismo marino e ittiturismo: la Liguria al primo posto in Italia
Un’altra dimensione fondamentale del piano è il collegamento tra pesca e turismo con particolare attenzione all’ittiturismo. L’assessore Piana ha ricordato che la Liguria è attualmente la prima regione italiana per diffusione di questa attività, dimostrando come la tradizione marinara possa trasformarsi in una concreta opportunità economica per le comunità costiere. Il programma propone la creazione di itinerari tematici, incentivando la partecipazione di pescatori locali a tour guidati e degustazioni a base di prodotti freschi, così da valorizzare il patrimonio gastronomico e culturale del territorio.
Opportunità per le comunità costiere
Grazie a questi interventi, le realtà costiere potranno beneficiare di nuovi flussi economici, con la creazione di posti di lavoro sia diretti – nella pesca e nell’acquacoltura – sia indiretti – nel settore dell’ospitalità, della ristorazione e del retail. L’obiettivo è costruire un modello di sviluppo sostenibile capace di coniugare la tutela ambientale con la crescita economica, facendo della Liguria un punto di riferimento per l’intero panorama marittimo nazionale.



