La Polizia di Stato ha scoperto e sequestrato 355 piante di marijuana in un capannone di via delle Fabbrichesulle alture di Voltri a Genova, durante un blitz nelle prime ore del 16 giugno 2026. La Squadra Mobilecoordinata dalla Questura di Genovaha arrestato in flagranza due uomini di 29 e 32 anni, cittadini albanesi, ritenuti responsabili di coltivazione di sostanze stupefacenti in concorso.
L’operazione ha un rilievo operativo per dimensioni e modalità, con una serra indoor allestita professionalmente in uno spazio di circa 850 metri quadrati. Il caso si inserisce nei servizi di contrasto allo spaccio disposti sul territorio cittadino e conferma l’attenzione investigativa su capannoni industriali in ristrutturazione. Ultimo aggiornamento: 17 giugno 2026.
Blitz del 16 giugno in via delle Fabbriche
L’intervento è scattato all’alba dopo giorni di appostamenti, osservazioni e riscontri su lavori di ristrutturazione ritenuti anomali nell’immobile. Gli agenti hanno verificato che i due indagati vivevano stabilmente all’interno della struttura, senza mai lasciarla incustodita, elemento che ha reso la perquisizione più delicata e ha ridotto il rischio di dispersione della prova.
Il capannone trasformato in serra indoor
Il capannone è risultato completamente riconvertito in serra, con impianti avanzati di illuminazioneirrigazione e aerazione progettati per ottimizzare la crescita. Le 355 piante, molte oltre il metro di altezza, presentavano infiorescenze già pronte per la raccolta, indicando una coltivazione avviata e strutturata. Gli investigatori hanno riscontrato un assetto professionale, non improvvisato, coerente con uno schema di produzione su larga scala.
Arresti, sequestro e iter giudiziario
I due uomini sono stati arrestati in flagranza per coltivazione di stupefacente in concorso e trasferiti, su disposizione del pubblico ministero di turno, nella casa circondariale di Genova Marassi. Entrambi risultano irregolari sul territorio nazionale e restano a disposizione dell’autorità giudiziaria; per loro vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
Coordinamento e attività investigative a Genova
L’operazione è rientrata nel dispositivo coordinato dal questore Silvia Burdesecon la Squadra Mobile in prima linea nelle attività tecniche e dinamiche. Le osservazioni sui movimenti e sui lavori nel sito hanno consentito di circoscrivere i tempi del blitz, limitare i rischi e assicurare il sequestro dell’intera piantagione. La struttura, apparentemente in ristrutturazione, era stata di fatto dedicata alla coltivazione indoor a ciclo continuo.



