Nel cuore della notte del 20 settembre 2026, un autobus della linea 670 che percorreva il quartiere Begato di Genova si è trasformato in una scena di caos. Il veicolo, in transito sulla via Linneo nei pressi della scuola locale, è stato teatro di una aggressione che ha coinvolto tre giovani, tutti minorenni, e ha messo in pericolo la sicurezza del personale di bordo.
Secondo le testimonianze raccolte sul posto e le immagini delle telecamere interne, la tensione è salita rapidamente: uno dei tre è salito sul cruscotto, brandendo una cintura come arma improvvisata, mentre gli altri due hanno iniziato a frantumare i vetri del mezzo. Il risultato è stato un autobus con i vetri in mille schegge, tracce di sangue sui sedili e un autista costretto a difendersi da minacce dirette.
Svolgimento della rissa e intervento delle forze dell'ordine
Prima che la situazione potesse degenerare ulteriormente, le volanti della polizia sono arrivate sul luogo e hanno individuato due dei tre giovani coinvolti, entrambi minorenni stranieri. I due sono stati immediatamente portati in Questura dove le autorità hanno convocato i loro familiari per le ragioni legali del fermo. Il terzo aggressore, al momento, non è stato identificato; le indagini sono in corso grazie all’analisi dei video-monitoraggi del bus e alle dichiarazioni di diversi testimoni presenti a bordo.
Assistenza sanitaria e danni materiali
Parallelamente all’intervento della polizia, le ambulanze della Croce Oro di Sampierdarena e del soccorso Verde di Sestri hanno raggiunto il luogo dell’incidente. Una persona è stata trasportata al ospedale Villa Scassi con codice verde per accertamenti, mentre gli altri passeggeri sono stati messi in sicurezza. Il danno economico al veicolo è consistente: tutti i pannelli di vetro sono stati sostituiti e gli interni hanno richiesto una pulizia approfondita per rimuovere il sangue.
Reazioni delle istituzioni e richieste sindacali
Il sindacato UGL ha colto la vicenda per ribadire le difficoltà affrontate dagli autisti del trasporto pubblico nelle ore notturne. Roberto Piccardo, portavoce della sigla, ha sottolineato come episodi del genere evidenzino la necessità di una presenza più costante di autorità a bordo o, in casi estremi, la sospensione dei servizi notturni per garantire la sicurezza del personale.
Nel comunicato inviato alle istituzioni, i rappresentanti sindacali hanno chiesto interventi mirati non solo sulle conseguenze di fatti isolati, ma soprattutto sulle cause profonde: investimenti nella prevenzione, programmi di educazione alla convivenza civile nelle scuole e formazione specifica per la gestione dei conflitti. Secondo loro, senza un impegno strutturale, episodi come quello di Begato rischiano di diventare la norma nelle cronache nazionali.


