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Richiesta di ergastolo per l’uomo che ha ucciso Tiziana Vinci

Umberto Efeso chiede scusa in aula ma il tribunale punta all'ergastolo per l'omicidio di Tiziana Vinci.

Richiesta di ergastolo per l’uomo che ha ucciso Tiziana Vinci

Il tribunale di prima istanza ha ricevuto, su sollecitazione della Procura, la domanda di ergastolo nei confronti di Umberto Efeso, autotrasportatore accusato di aver ucciso la ex moglie, Tiziana Vinci, il 13 agosto 2025 nella villa in cui la donna svolgeva la sua attività lavorativa.

Durante l’udienza, l’imputato ha rivolto alla Corte una dichiarazione inaspettata, chiedendo scusa a Tiziana e a “tutte le donne” e sostenendo che il gesto era un tentativo di suicidio personale.

Il procedimento e la richiesta di ergastolo

La procura, capitanata dalla magistrata Federica Mariucci, ha chiesto al giudice di infliggere la pena massima prevista per il femminicidio sostenendo che la dinamica dei fatti non consente alcuna forma di attenuazione. La richiesta si basa su elementi di prova che includono il superamento del divieto di avvicinamento imposto a Efeso, la mancata efficacia del braccialetto elettronico di protezione e il movente di vendetta legato ai figli della coppia.

Dichiarazioni dell’imputato in aula

L’uomo, visibilmente emozionato, ha dichiarato: “Chiedo scusa a Tiziana e a tutte le donne, volevo uccidermi io“. Ha poi aggiunto che “non era lucido” al momento del gesto e ha promosso una posizione dura sul codice rosso affermando che gli uomini dovrebbero essere immediatamente incarcerati nella fase di indagine per evitare ulteriori violenze. Queste parole hanno suscitato reazioni contrastanti tra i presenti, ma il giudice ha mantenuto il focus sulla gravità del reato.

Il divieto di avvicinamento e il fallimento del braccialetto

Prima dell’omicidio, Tiziana Vinci aveva denunciato Efeso per stalking pochi mesi prima, ottenendo un ordine restrittivo e la prescrizione di un braccialetto elettronico. Tuttavia, il dispositivo non era funzionante al momento dei fatti; la riparazione era programmata per il 21 agosto 2025, una settimana dopo l’omicidio. Questa lacuna ha evidenziato una criticità nel sistema di protezione delle vittime di violenza di genere.

Motivazioni e contesto familiare

L’accusa sostiene che Efeso abbia agito per vendetta contro la madre dei propri figli, ritenendo che i bambini fossero stati usati come “arma” contro di lui. L’analisi delle testimonianze familiari indica una situazione di tensione marcata, dove le dinamiche genitoriali avrebbero potuto alimentare il rancore dell’imputato. Questo elemento è stato inserito nel fascicolo per dimostrare la premeditazione e la volontà di commettere il delitto.

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