Durante la notte, la serranda del Circolo Valeria Faraldi di Rifondazione Comunista, sito in via Martiri della Libertà a Sanremo, è stata invasa da scritte che esaltavano Benito Mussolini e la canzone “Faccetta nera”. Le parole, apparse sulla superficie esterna del locale, sono state documentate con fotografie diffuse dal movimento, che le ha subito definite un atto grave e non riconducibile a semplice vandalismo. La scoperta ha immediatamente suscitato l’indignazione sia dei membri locali che di figure politiche di livello regionale.
Reazione dei vertici di Rifondazione e del Partito Democratico
Il segretario regionale ligure di Rifondazione Comunista, Jacopo Ricciardi ha espresso solidarietà ai compagni del circolo, definendo le scritte “un gesto vile e inaccettabile”. Nel comunicato rilasciato, Ricciardi ha rimarcato che il fascismo non è una provocazione da tollerare né una nostalgica opinione da esibire liberamente sottolineando il legame storico tra la nascita della Repubblica e la Resistenza. Parallelamente, il consigliere regionale e segretario ligure del PD, Davide Natale ha condannato l’episodio citando la gravità del fatto e ha ribadito la propria solidarietà alla comunità di Rifondazione ricordando che la Liguria è una terra di Resistenza e di difesa dei valori costituzionali.
Il richiamo alle forze democratiche
Entrambi i leader hanno invitato tutte le forze democratiche a prendere posizione chiara contro la normalizzazione di simboli fascisti. Ricciardi ha denunciato un clima di ambiguità e revisionismo storico presente in alcuni settori della destra, che rischia di pulire l’immagine del regime. Natale, dal canto suo, ha sottolineato che la difesa dell’Antifascismo è una scelta politica e democratica ancora oggi fondamentale.
Possibili azioni legali e richiamo alla Legge Scelba
Il gruppo locale di Rifondazione ha annunciato l’intenzione di valutare una denuncia contro gli autori ignoti, richiamando l’articolo 4 della legge 20 giugno 1952, n. 645, comunemente nota come Legge Scelba. Tale normativa punisce la ricostituzione, l’apologia o la propaganda del fascismo. Le autorità competenti saranno chiamate a determinare se le scritte configurino un reato ai sensi di questa legge. Nel frattempo, le foto della serranda rimangono la principale prova documentale a disposizione del partito.
Il caso, ancora in fase di indagine, ha riacceso il dibattito sull’opportunità di vigilare più attivamente su simboli e manifestazioni di estrema destra nello spazio pubblico. Mentre i partiti si scambiano condanne e promesse di azioni, la cittadinanza di Sanremo osserva con apprensione come le forze democratiche risponderanno a un gesto che, seppur eseguito nell’oscurità della notte, ha lasciato una traccia visibile e inquietante nella vita quotidiana della città.



