Una ventina di giovani con il volto coperto e armati di mazze e bastoni ha aggredito, intorno alle 23.30 del 20 giugno 2026, un gruppo di circa trenta minori non accompagnati di origini egiziane nei giardini di Quintoa Genova. Nelle ore successive, il 21 giugno, i carabinieri sono intervenuti in via Gianelli identificando e denunciando quattro persone ritenute responsabili dell’aggressione. Ultimo aggiornamento: 21 giugno 2026.
L’episodio ha riacceso l’attenzione sulla sicurezza nei parchi del levante cittadino e sulla gestione della presenza di minori stranieri senza adulti di riferimento. Le indagini hanno due direttrici: chiarire se si sia trattato di una spedizione punitiva e verificare eventuali legami con precedenti tensioni in città, incluse iniziative di pattugliamento civico e un analogo episodio a San Fruttuoso.
Cronologia tra 20 e 21 giugno a Quinto
Le chiamate dei residenti sono partite poco dopo l’inizio della rissa ai giardini di Quintoall’arrivo delle pattuglie, molti aggressori si erano già dileguati. Nel corso dei controlli, alcuni giovani del gruppo aggredito hanno manifestato reazioni ostili: quattro di loro sono stati denunciati per aver ostacolato le verifiche. Il giorno seguente, i carabinieri hanno svolto ulteriori accertamenti in via Gianelli e hanno identificato quattro soggetti ritenuti coinvolti nell’attacco, poi denunciati per violenza e lesioni. Questa scansione temporale ha permesso di distinguere gli atti legati alla gestione immediata del disordine e quelli connessi alla ricostruzione delle responsabilità dell’aggressione.
Intervento delle forze dell’ordine e accertamenti
La risposta istituzionale ha coinvolto diverse pattuglie dei carabinieripoi coadiuvate da Guardia di finanza e polizia di Statocon un presidio che ha esteso i rilievi all’area di via Gianelli. Gli investigatori stanno esaminando testimonianze di residenti e passanti e valutando le immagini di videosorveglianza disponibili. Tra i punti già confermati figurano l’orario dell’evento, la presenza di due gruppi numerosi e l’uso di armi improprie. Resta aperta la verifica su una possibile azione pianificata e su eventuali collegamenti con precedenti episodi nel levante cittadino, con attenzione alle dinamiche di gruppo e agli spostamenti dei partecipanti fuggiti.
Minori coinvolti, feriti e assistenza
Il bilancio sanitario ha registrato un 14enne trasportato in codice giallo al pronto soccorso dell’ospedale Gaslini e un altro giovane medicato sul posto, senza ulteriori ricoveri gravi comunicati. I carabinieriin coordinamento con i servizi socialihanno attivato le procedure di tutela per i minori non accompagnati presenti, valutando lo stato di salute e i bisogni immediati. La condizione di minori senza adulti di riferimento li espone a rischi fisici e sociali nelle situazioni di conflitto: le verifiche includono l’ascolto protetto per ricostruire con precisione le fasi dell’aggressione e distinguere ruoli e responsabilità individuali.
Ronde del gruppo Pianderlino e clima nel quartiere
Nei giorni precedenti l’episodio, il quartiere ha visto ronde autorganizzate dal gruppo denominato Pianderlinoche hanno polarizzato il dibattito locale tra richieste di maggior controllo e critiche alla vigilanza non istituzionale. Gli inquirenti stanno valutando se esista un nesso tra quelle iniziative e l’escalation culminata nella rissa, senza al momento confermare collegamenti diretti. Negozianti, famiglie e associazioni hanno manifestato preoccupazione per la sicurezza percepita e per il rischio di nuove tensioni, chiedendo interventi coordinati tra forze dell’ordine, servizi sociali e amministrazione per prevenire ulteriori episodi e proteggere i soggetti più vulnerabili.
Elementi già accertati e fronti d’indagine
Restano confermati il luogo e l’orario dell’evento (giardini di Quinto, ore 23.30 del 20 giugno), la partecipazione di gruppi numerosi, l’uso di mazze e bastoni e l’intervento congiunto di carabinieriGuardia di finanza e polizia di Stato. Le quattro denunce elevate ai danni di alcuni minori riguardano resistenze durante i controlli, mentre le quattro denunce del 21 giugno colpiscono presunti aggressori per violenza e lesioni. Le attività investigative mirano ora a identificare gli altri partecipanti, mappare gli spostamenti pre e post rissa e verificare eventuali legami con San Fruttuoso e con le recenti rondein un quadro che resta in aggiornamento.


