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Tensione a Genova: l’amministrazione comunale punta i presidenti dei Civ

A Genova, l'assessora al Commercio Tiziana Beghin ha inviato una lettera a Confcommercio chiedendo la sostituzione dei presidenti dei Civ critici verso la giunta Salis. Le opposizioni gridano allo scandalo.

Tensione a Genova: l’amministrazione comunale punta i presidenti dei Civ

La politica genovese è in fermento dopo la decisione dell’assessora al Commercio Tiziana Beghin di chiedere la sostituzione dei presidenti dei Centri integrati di via (Civ) che hanno criticato pubblicamente la giunta comunale guidata dalla sindaca Silvia Salis. La missiva, indirizzata a Confcommercio e Confesercenti, ha scatenato una vivace polemica tra maggioranza e opposizione.

La vicenda ha preso il via quando Beghin ha invitato le associazioni di categoria a valutare la possibilità di sostituire i presidenti dei Civ che hanno assunto posizioni politiche pubbliche contro l’amministrazione comunale. Secondo l’assessora, alcuni di questi presidenti avrebbero compromesso il rapporto di fiducia necessario per una collaborazione efficace con il Comune.

Le motivazioni della giunta comunale

Nella sua lettera, Beghin ha sottolineato che alcuni presidenti dei Civ vantano strette connessioni con forze politiche d’opposizione se non addirittura cariche elettive in Consiglio comunale o municipale. Questo, secondo l’assessora, crea un conflitto di interesse pratico: un organismo che lavora a stretto contatto con gli uffici comunali non può essere guidato da soggetti che utilizzano la loro visibilità per attaccare la sindaca e la giunta.

“Un organismo che vive del rapporto quotidiano con gli uffici comunali non può essere guidato da soggetti che utilizzano la loro visibilità per attaccare la sindaca e la giunta”, ha dichiarato Beghin. La richiesta è stata motivata dalla necessità di mantenere un clima di collaborazione e rispetto reciproco tra le istituzioni e i rappresentanti dei commercianti.

Le reazioni delle opposizioni

Le opposizioni non hanno tardato a reagire. I capigruppo di Lega, Fratelli d’Italia, Vince Genova, Noi Moderati-Orgoglio Genova, Forza Italia e del gruppo Misto hanno definito la lettera “vergognosa” e “un atto gravissimo e antidemocratico”. Secondo loro, la giunta Salis starebbe mettendo in discussione la libertà di espressione dei presidenti dei Civ e subordinando il rapporto con il Comune all’allineamento politico con la maggioranza.

Mario Mascia, capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, ha criticato duramente la decisione: “I Civ non vanno trattati come le Camere dei fasci e delle corporazioni ai tempi del duce. I commercianti sono e devono sentirsi liberi di pensare e agire come più gli pare e piace, scegliendosi i presidenti di Civ graditi a loro prima che alle amministrazioni locali di turno”.

La risposta di Confcommercio

Anche Confcommercio Genova ha preso posizione, ribadendo che i 55 Civ rappresentano esclusivamente gli interessi dei commercianti. Alessandro Cavo, presidente di Confcommercio Genova, ha dichiarato: “I Civ devono rimanere spazi neutrali di confronto costruttivo con le istituzioni. La politica deve lasciare fuori i Civ dai contenziosi di partito”.

La giunta comunale ha convocato un vertice d’urgenza con i rappresentanti di categoria per discutere la questione. “Prendiamo atto delle precisazioni fornite dalla sindaca riguardo a una nota che avevamo ritenuto inopportuna e lesiva del ruolo e dell’autonomia dei Civ”, ha precisato Confcommercio. “I Civ non sono organismi politici ma strumenti fondamentali di promozione e presidio del territorio, sostenuti dall’impegno dei commercianti”.

Le implicazioni politiche

La vicenda ha sollevato interrogativi sulle dinamiche politiche a Genova e sul rapporto tra istituzioni e rappresentanti dei commercianti. La richiesta di dimissioni dei presidenti dei Civ è stata interpretata da molti come un tentativo di limitare la libertà di espressione e di imporre un controllo politico su organismi che dovrebbero essere neutrali.

Le opposizioni hanno accusato la giunta Salis di adottare un metodo illiberale e antidemocratico mentre la maggioranza difende la decisione come necessaria per garantire un clima di collaborazione e rispetto reciproco. La tensione politica a Genova sembra destinata a protrarsi, con possibili ripercussioni sulle future dinamiche amministrative.

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