21 Settembre 2026 ☀ 24°

Violenza a bordo del bus 670: due minorenni fermati e danni ingenti

Una rissa violenta a bordo del bus 670 a Genova ha trasformato la notte in un dramma di vetri rotti, sangue e minacce all’autista.

Violenza a bordo del bus 670: due minorenni fermati e danni ingenti

Nel tardo pomeriggio di domenica 20 settembre 2026, la linea 670, che collega Certosa a Bolzaneto, ha attraversato un episodio di violenza che ha scosso la cittadina di Genova. Un autobus, in transito per via Linneo vicino alla scuola di Begato, è stato teatro di una rissa che ha coinvolto tre passeggeri, di cui due minorenni stranieri, facendo emergere preoccupazioni sulla sicurezza dei conducenti nelle ore notturne.

Secondo le ricostruzioni, la tensione è sorta a pochi minuti dalla fine del servizio, quando una discussione tra i tre individui è degenerata rapidamente. Uno dei protagonisti ha saltato sul cruscotto, brandendo una cintura come arma improvvisata e intimando al conducente di non fermarsi, mentre gli altri due, armati di brutti gesti, hanno sfondato tutti i vetri dell’autobus, lasciando l’interno irriconoscibile, con segni di sangue sui sedili.

Come si è svolta la rissa a bordo del bus 670

Il confronto è stato caratterizzato da una combinazione di minacce verbali e violenza materiale. Il giovane che ha aggredito l’autista ha usato la cintura come strumento intimidatorio, spingendo il conducente a rimanere in movimento per impedire l’intervento delle forze dell’ordine. Contemporaneamente, i due compagni hanno colpito sistematicamente i finestrini, provocando la rottura totale dei vetri e il successivo pericolo di schegge per i passeggeri rimasti in carrozza.

L’azione ha prodotto un danno economico considerevole, la distruzione dei vetri ha richiesto una sostituzione urgente, e la presenza di sangue ha richiesto l’intervento dei soccorsi sanitari per valutare eventuali ferite. Il clima di paura ha spinto la maggior parte dei passeggeri a scendere dal mezzo, lasciando a bordo solo i tre aggressori.

Intervento delle autorità e conseguenze immediate

Al primo allarme, quattro pattuglie della Polizia locale sono arrivate sul posto. Gli agenti hanno neutralizzato due dei responsabili, entrambi minorenni stranieri, e li hanno condotti alla Questura di Genova, dove sono stati convocati i rispettivi genitori. Sul luogo sono intervenute anche le ambulanze della Croce Oro di Sampierdarena e della Croce Verde di Sestri, con un paziente trasportato in codice verde al Villa Scassi per accertamenti.

L’attività di indagine è proseguita grazie all’impiego della Polizia Scientifica, all’analisi delle registrazioni del sistema di videosorveglianza del bus e alle testimonianze dei passeggeri. Le autorità hanno sottolineato che le immagini raccolte confermano l’uso della cintura come arma e la distruzione sistematica dei vetri, elementi che saranno alla base dei futuri provvedimenti giudiziari.

Le richieste del sindacato e il dibattito sulla sicurezza

Il sindacato dei lavoratori del trasporto pubblico, rappresentato dal segretario Roberto Piccardo, ha reagito definendo la vicenda “un altro episodio che evidenzia il clima in cui devono operare gli autisti”. Il sindacato ha richiesto la presenza costante di agenti di polizia a bordo delle corse notturne o, in alternativa, la sospensione temporanea delle linee più a rischio, al fine di evitare ulteriori atti di vandalismo e aggressione.

Secondo il sindacato, è necessario introdurre misure di vigilanza più incisive, valutare la revisione delle procedure operative per le corse serali e considerare interventi strutturali che garantiscano la protezione del personale di guida. La vicenda ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nei trasporti pubblici, spingendo le amministrazioni locali a riconsiderare le politiche di sicurezza notturna.

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