13 Giugno 2026 ☀ 22°

Parata del Liguria Pride a Genova: colori, manifestazioni e discorsi in piazza De Ferrari

Il Liguria Pride 2026 ha sfilato per le strade del centro di Genova il 13 giugno 2026: un corteo che ha coinvolto istituzioni, associazioni e cittadini, partito da Principe e diretto a piazza De Ferrari, con la festa prevista dalle 19 ai Giardini Luzzati.

Parata del Liguria Pride a Genova: colori, manifestazioni e discorsi in piazza De Ferrari

Il 13 giugno 2026 Genova è stata attraversata da una parata che ha raccolto colori, musica e richieste di diritti civili: il Liguria Pride ha avuto come punto di partenza la zona di Principe e ha raggiunto piazza De Ferrari percorrendo via Portello, le gallerie di Corvetto, via Serra, via Fiume e via XX Settembre. La manifestazione si è conclusa con una festa serale prevista dalle 19 nei Giardini Luzzati.

Il tema scelto per l’edizione di quest’anno, “Ripensiamoci tempesta”ha dato il tono alle parole d’ordine del corteo e ai cartelloni, in un clima segnato da dibattiti pubblici recenti che hanno riacceso il confronto sui diritti delle persone LGBTQIA+. L’evento ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, organizzazioni civiche e numerose realtà associative della Regione.

Presenze istituzionali e messaggi dalla piazza

In testa al corteo era visibile il camion arcobaleno del coordinamento Liguria Rainbowseguito dallo striscione con la scritta: “Quella volta che la paura era dappertutto e ci ripensammo tempesta”. Tra i partecipanti in prima fila c’erano la sindaca Silvia Salis — presente in via San Benedetto insieme al figlio Eugenio — il vicesindaco Alessandro Terrilela deputata Valentina Ghioil deputato Alberto Pandolfo e altri esponenti della maggioranza comunale e regionale.

La sindaca Salis ha risposto alle polemiche in corso sul piano nazionale con parole chiare: “Non diamo attenzione a chi parla di persone non normali“. Nel suo intervento ha sottolineato l’immagine di una città solidale, affermando che le relative dichiarazioni negative rappresentano solo “una piccola minoranza” rispetto a una comunità che, a suo avviso, guarda al futuro con apertura.

Parole chiave e ruoli pubblici

In piazza erano inoltre presenti consiglieri e assessori comunali tra cui i consiglieri Filippo Bruzzone e Simone D’Angelole assessore Tiziana BeghinRita Bruzzone e Arianna Viscogliosila presidentessa del Municipio Centro Est Simona Cosso e la consulente per i diritti LGBTQIA+ del Comune, Ilaria Gibelli. La loro partecipazione ha sottolineato il legame tra istituzioni locali e manifestazione.

Composizione del corteo e associazioni coinvolte

Il corteo ha visto la presenza di dieci mezzi tra camion, furgoncini e trenini; numerose realtà associative hanno sfilato fianco a fianco: tra queste la UIL Liguriala CGIL con la cooperativa Il Melogranola Comunità di San Benedetto al Portoil trenino delle Famiglie arcobalenol’Ordine degli psicologi della Liguria, Agedo e Arci Liguria. Con loro erano presenti anche il consolato dell’Ecuador in Liguria e altre sigle che hanno voluto ribadire il valore della tutela, dell’inclusione e del benessere psicologico.

Il coordinamento Liguria Rainbow ha spiegato che la parata deve essere anche un momento di alleanze e resistenza culturale: “La tempesta siamo noi”ha affermato Marco Fiorello, sottolineando la necessità di reagire a messaggi che cercano di delegittimare e deumanizzare le diversità. Un’altra voce presente in piazza ha ironizzato sulle polemiche: “Nei fatti sta dimostrando che noi esistiamo e non se ne fa una ragione“, ha detto una rappresentante, osservando come la città risponda con la partecipazione.

Elementi logistici e percorso

La parata, iniziata da Principe, ha attraversato arterie centrali della città per un percorso che ha impegnato varie aree del centro monumentale; la conclusione a piazza De Ferrari è servita anche a ospitare il discorso finale e la sintesi del manifesto politico della manifestazione. La festa pubblica è proseguita poi ai Giardini Luzzati con iniziative serali organizzate dagli stessi promotori.

Ricordando i numeri delle precedenti edizioni, l’anno scorso la mobilitazione in città aveva visto la partecipazione stimata di circa 40 mila persone, un dato citato dagli organizzatori per rimarcare la dimensione cittadina e regionale dell’evento. La formula scelta dagli organizzatori con slogan estesi e immaginari collettivi ha voluto opporsi a meccanismi comunicativi semplicistici, puntando piuttosto su racconti complessi e partecipazione diffusa.

Nel complesso, il Liguria Pride 2026 a Genova si è svolto come momento pubblico di visibilità e rivendicazione, con la partecipazione di istituzioni locali e una pluralità di associazioni che hanno marcato presenza lungo il percorso cittadino e nella festa finale.

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