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Caso Nessy Guerra: videocollegamento a Montecitorio per chiedere interventi

Nessy Guerra parlerà da remoto a Montecitorio: condanna per adulterio, ricorso in Cassazione e appello politico per evitare il carcere

Caso Nessy Guerra: videocollegamento a Montecitorio per chiedere interventi

La vicenda di Nessy Guerra, la giovane italiana di 26 anni bloccata in Egitto insieme alla sua figlioletta, torna al centro dell’attenzione pubblica con un’iniziativa a Roma. La ragazza interverrà da remoto a Montecitorio tramite videocollegamento, un gesto voluto per raccontare la sua situazione e sollecitare un intervento più netto delle istituzioni italiane. L’evento è stato organizzato dalla deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari e ha raccolto adesioni trasversali tra i partiti.

Il confronto in aula è pensato come un banco di prova per concentrare l’attenzione mediatica e politica sul caso: la speranza dei promotori è che il dibattito accresca la pressione sul governo e sul ministero degli Esteri. Sul piano personale, la giovane rimane trattenuta in Egitto a causa del rifiuto dell’ex marito di permetterle di rientrare con la bambina; sul piano giudiziario, invece, pende una condanna che potrebbe trasformarsi in pena detentiva se non avranno successo i ricorsi legali in corso.

Il quadro giudiziario

Di fronte alla corte egiziana Nessy Guerra è stata giudicata colpevole di adulterio e condannata a sei mesi di reclusione, una sentenza che è stata confermata anche in appello. La decisione dei giudici di secondo grado ha lasciato aperta la strada a ulteriori azioni processuali: la sua legale, l’avvocata Agata Armanetti, ha annunciato l’intenzione di presentare un ricorso in Cassazione con l’obiettivo specifico di scongiurare l’ingresso in carcere della sua assistita. Il ricorso mira a sollevare questioni di diritto e a ottenere una revisione della pena o misure alternative.

Dettagli sul ricorso e strategie difensive

L’avvocata Armanetti sta valutando tutte le possibilità procedurali per ottenere un provvedimento che eviti la detenzione della donna, puntando su motivi processuali e su eventuali profili di incostituzionalità o violazione dei diritti fondamentali. Nel contempo, i promotori dell’incontro parlamentare intendono usare la ribalta di Montecitorio per sottolineare le implicazioni diplomatiche del caso e per chiedere un coinvolgimento più deciso delle autorità italiane presso il governo egiziano.

La dimensione politica e diplomatica

L’iniziativa parlamentare organizzata da Stefania Ascari è stata pensata anche come segnale politico: la presenza di esponenti di più forze politiche vuole indicare che la questione travalica i confini dell’appartenenza partitica. I promotori auspicano che il dibattito in videocollegamento incrementi la pressione sul governo, affinché il ministro degli Esteri e la Farnesina intensifichino le trattative diplomatiche. Il caso si colloca quindi all’intersezione tra diritti individuali, giustizia internazionale e diplomazia consolare.

Il ruolo del ministero degli Esteri

Il ministro Antonio Tajani è già intervenuto pubblicamente sul tema, affermando di avere sollecitato il collega egiziano in favore di misure che possano favorire una soluzione per la giovane italiana. Tuttavia, il risultato pratico finora è limitato: la speranza degli organizzatori dell’incontro è che la maggiore attenzione politica moltiplichi gli strumenti diplomatici a disposizione per tutelare Nessy Guerra e la sua situazione familiare.

Aspetti personali e profilo dell’ex marito

La condizione di Nessy è resa più complessa dal ruolo dell’ex marito, Tamer Hamouda, che le impedisce di riportare la figlia in Italia. Hamouda è già stato condannato in via definitiva in Italia per reati gravi tra cui stalking, maltrattamenti e violenza sessuale ai danni di un’altra donna. Dopo essersi trasferito in Egitto ha trascorso un periodo in carcere per circa due mesi, ma non è stato estradato in Italia, un elemento che complica ogni possibile provvedimento che coinvolga il rientro della minore.

La vicenda mette in luce nodi sensibili come la tutela dei minori, la cooperazione giudiziaria internazionale e la difficoltà pratica di far valere sentenze definitive oltre confine. I partecipanti al videocollegamento a Montecitorio sperano che il mix di pressione politica, visibilità mediatica e mosse legali coordinate possa aprire nuove opportunità per risolvere positivamente la situazione di Nessy Guerra e garantire la sicurezza della sua bambina.

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