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Giovane fugge a Chiavari e provoca incidente: due agenti feriti dopo 15 km

Il 22 maggio 2026 un inseguimento lungo 15 chilometri tra Chiavari e Lavagna termina con due agenti feriti: la fuga sarebbe dovuta a una patente sospesa e alla successiva applicazione del nuovo articolo del Codice della Strada

Giovane fugge a Chiavari e provoca incidente: due agenti feriti dopo 15 km

La giornata del 22 maggio 2026 ha visto un inseguimento per le strade del levante ligure concluso con il ferimento di due agenti del commissariato di Chiavari. Tutto è iniziato a un posto di controllo in piazza dell’Umanità, quando il conducente di una Ford Mondeo ha ignorato ripetute richieste di fermarsi e ha proseguito la corsa mettendo a rischio passanti e veicoli.

Il veicolo, con a bordo il conducente e la sua fidanzata, ha percorso circa 15 chilometri tra stradine cittadine e tratti urbani fino a raggiungere Lavagna. Durante la fuga gli agenti della volante hanno utilizzato luci e segnalatori acustici, ma il comportamento spericolato dell’automobilista ha reso la situazione estremamente pericolosa, con manovre che hanno costretto gli operatori a prendere decisioni rapide per tutelare l’incolumità pubblica.

La dinamica dell’inseguimento

Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, il conducente ha ignorato l’ordine di fermarsi e ha proseguito compiendo numerosi sorpassi e curve a velocità elevata. Il comportamento ha esposto pedoni sui marciapiedi e altri automobilisti a potenziali incidenti. A un certo punto il fuggitivo ha effettuato una frenata improvvisa; la volante, a causa dell’alta velocità e della distanza tra i mezzi, ha tamponato la parte posteriore della Mondeo, incidente che ha causato il ferimento dei due agenti a bordo.

Ferimenti e prima assistenza

Le conseguenze per gli agenti sono state significative: uno ha perso un dente mentre un altro ha riportato la frattura di una clavicola. I soccorsi sono stati immediati e la scena è stata messa in sicurezza per evitare ulteriori rischi. Le autorità hanno poi deciso di rallentare l’inseguimento per non aggravare la situazione, scelta che ha permesso al conducente e alla passeggera di abbandonare il veicolo e darsi alla fuga nelle vie limitrofe.

La fuga e l’intervento successivo

Successivamente sono intervenute altre pattuglie del commissariato per coprire la zona e ricostruire gli eventi. Grazie alle immagini di videosorveglianza e alle testimonianze raccolte, gli investigatori sono risaliti alle generalità del proprietario della vettura: si tratta di un 24enne di origine albanese. L’uomo è stato poi individuato nella casa della madre, dove si era rifugiato dopo la fuga. Le forze dell’ordine hanno segnalato comportamenti contraddittori da parte della donna, che avrebbe tentato di assumersi la responsabilità della guida.

Le indagini e le responsabilità familiari

La mamma del giovane, raggiunta a casa dagli agenti, avrebbe dichiarato di essere stata lei al volante; tale versione non ha convinto gli investigatori, che avevano già elementi visivi comprovanti la presenza di un uomo alla guida. Alla luce delle prove raccolte, il 24enne è stato identificato e fermato con l’accusa di violazione degli obblighi verso funzionari, ufficiali e agenti. L’episodio ha svelato anche un’altra circostanza rilevante: il ragazzo era stato multato il giorno precedente per guida con la patente sospesa, provvedimento emesso dalla prefettura fino al mese di luglio.

Elementi probatori raccolti

Le indagini si sono avvalse di telecamere di sorveglianza, testimonianze e dei rilievi sul posto. Le immagini hanno consentito di documentare sia la fuga sia la successiva dispersione dei due occupanti dell’auto. Questi elementi hanno reso possibile l’applicazione del nuovo articolo del Codice della Strada, che prevede la possibilità di arresto in differita quando la violazione dell’obbligo di fermarsi è adeguatamente documentata.

Aspetti giudiziari e provvedimenti

Al termine delle prime formalità, la mattina successiva si è svolta l’udienza direttissima: il giudice ha disposto per l’indagato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. L’applicazione del nuovo articolo del Codice e la presenza di prove video sono risultati determinanti per la qualificazione degli addebiti nei confronti del 24enne. Le autorità hanno inoltre aperto accertamenti per valutare eventuali responsabilità penali e amministrative aggiuntive legate alla guida con la patente sospesa.

Implicazioni e messaggi per la sicurezza stradale

Il caso evidenzia come il rifiuto di fermarsi a un controllo possa degenerare rapidamente, causando danni a operatori delle forze dell’ordine e mettendo in pericolo i cittadini. L’episodio sottolinea inoltre l’importanza delle telecamere e dei dispositivi di registrazione per ricostruire eventi complessi e garantire l’applicazione della legge. Le autorità locali hanno ribadito la necessità di rispetto delle norme e la disponibilità a intensificare i controlli per prevenire simili condotte.

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