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Giro d’Italia a Savona, cantieri e strettoie: la giornata che ha fatto discutere

Il passaggio della corsa rosa in provincia di Savona ha messo sotto i riflettori <strong>cantieri</strong> e scelte logistiche: immagini in diretta, percorsi alternativi e misure per i cittadini

Giro d’Italia a Savona, cantieri e strettoie: la giornata che ha fatto discutere

Il transito del Giro d’Italia lungo la costa savonese ha assunto i toni di un piccolo caso mediatico quando le telecamere hanno inquadrato un tratto dell’Aurelia reso provvisorio dai lavori. I filmati ripresi da televisioni nazionali mostrano i corridori obbligati a restringere la carreggiata tra Vado e Savona, dove un cantiere per la demolizione e ricostruzione del ponte sul torrente Quiliano ha imposto un senso unico alternato. Per fortuna non si sono registrati incidenti, ma il momento ha riacceso dibattiti su coordinamento e visibilità del territorio.

La tappa, partita da Imperia con arrivo a Novi Ligure, aveva orari di passaggio comunicati ai Comuni interessati: il percorso prevedeva soste temporanee e divieti di sosta su diversi tratti dell’Aurelia e nelle aree urbane. Oltre alla gara professionistica, nella giornata è transitato anche il Giro E per bici a pedalata assistita, con un villaggio allestito in centro a Savona e diverse misure organizzative per garantire il regolare svolgimento dell’evento.

Immagini virali e reazioni social

Le riprese dall’alto diffuse da Rai e Eurosport hanno rapidamente circolato sui social, generando commenti che oscillavano tra preoccupazione e ironia. In un video si vede il gruppo di corridori che rallenta bruscamente a causa del restringimento: una scena che molti utenti hanno preso come simbolo della quotidianità ligure, tra cantieri, jersey e coni arancioni. I commenti hanno preso di mira tanto gli enti preposti ai lavori pubblici quanto gli organizzatori della corsa, pur riconoscendo che l’episodio si è chiuso senza conseguenze materiali.

Il tono dell’opinione pubblica

Tra le reazioni spiccavano battute sul tempismo del cantiere e critiche sul coordinamento tra amministrazioni locali e organizzatori del Giro. Alcuni hanno suggerito percorsi alternativi per evitare passaggi in tratti in lavori, mentre altri hanno sottolineato come tali immagini costituiscano, paradossalmente, una forte vetrina per alcuni scorci meno noti del territorio, come l’entroterra della Valle dell’Erro o il transito cittadino a Savona.

Organizzazione, ordinanze e percorsi in città

Per garantire sicurezza e regolarità, i Comuni interessati hanno emesso ordinanze che prevedevano lo stop alla sosta e la chiusura preventiva della circolazione nelle ore antecedenti il passaggio della corsa. A Savona il villaggio del Giro E è stato dislocato nell’area pedonale vicino a piazza Sisto IV, con l’area box in piazza del Popolo; è stata prevista la rimozione delle auto già nel pomeriggio precedente per consentire il montaggio delle strutture. Le disposizioni per la circolazione sono state coordinate dalla polizia locale e dalle forze dell’ordine.

Orari e misure per la viabilità

Secondo la cronotabella comunicata, il passaggio dei professionisti era stimato con tappe intermedie: transito a Coasco, Finale Ligure, Savona, Stella San Giovanni e Sassello prima dell’arrivo a Novi Ligure. Le strade dove il Giro professionisti è passato sono state chiuse circa due ore e mezza prima del transito, con ripercussioni per il traffico locale e indicazioni specifiche per le scuole affinché adattassero gli orari di uscita degli studenti per facilitare il deflusso.

Bilanci e prospettive

L’episodio tra Vado e Savona, oltre all’immediatezza mediatica, solleva questioni concrete: come pianificare grandi eventi su reti stradali soggette a interventi e quale livello di coordinamento occorre tra ANAS, amministrazioni locali e organizzatori sportivi. Molti cittadini hanno ribadito che i cantieri fanno ormai parte del paesaggio, ma altri auspicano una migliore sincronizzazione per evitare che la promozione del territorio e la sicurezza dei partecipanti siano messe a rischio da sovrapposizioni temporali non gestite.

In conclusione, la tappa ha portato alla luce contrasti e punti di forza: da un lato la capacità del territorio di ospitare eventi internazionali e di mostrare angoli meno conosciuti, dall’altro la necessità di minimizzare disagi su un’infrastruttura spesso segnata da lavori. Le immagini restano come promemoria: quando il Giro passa, non passa solo una gara, ma anche la responsabilità di rendere il percorso sicuro e adeguatamente segnalato per atleti e cittadini.

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