La questione della sicurezza a Genova è tornata al centro del dibattito cittadino dopo lo scambio acceso tra l’ex assessore alla Sicurezza Sergio Gambino e l’attuale assessora Arianna Viscogliosiparallelo a due fatti di cronaca che hanno colpito la città: un’aggressione avvenuta nell’area del pronto soccorso del Galliera e un episodio notturno in via XII Ottobre con incendio e lanci di pietre. Le critiche politiche e le preoccupazioni del personale sanitario si intrecciano con la necessità di chiarire responsabilità e misure concrete.
Il confronto politico: accuse, responsabilità e il nodo dei minori non accompagnati
L’ex assessore alla Sicurezza ha puntato il dito contro la giunta attuale, sostenendo che dopo un anno di governo si continui a rimandare responsabilità verso Prefettura, Questura e Governo. Secondo lui, gran parte dei problemi della città deriverebbe dalla presenza di tossicodipendenti senza fissa dimora e di minori stranieri non accompagnatiambiti nei quali, a suo dire, il ruolo del Comune è centrale. Ha inoltre sottolineato la differenza di approccio: se in passato — dice — si interveniva e si assumevano scelte, oggi si registra immobilismo e una sensazione di città meno sicura.
La replica dell’assessora Viscogliosi ricorda invece che, quando era l’altra parte a ricoprire quel ruolo istituzionale, era stata riconosciuta la natura prevalentemente sociale del fenomeno dei minori non accompagnati e la necessità di un coordinamento tra più livelli istituzionali. Dal suo punto di vista, problemi come la marginalità e le dipendenze non possono essere risolti con slogan: servono interventi congiunti tra ComunePrefetturaQuesturaservizi sociali, Regione e Governo. Il confronto ruota quindi attorno a due questioni centrali: chi deve farsi carico delle risposte operative e come misurare l’efficacia delle azioni già intraprese.
Implicazioni pratiche e richieste
Nel dibattito non mancano richieste precise: maggiore presidio delle istituzioni, potenziamento dei servizi sociali e interventi mirati per la gestione dei minori stranieri non accompagnati. Sul versante politico emergono anche spinte per misure di ordine pubblico più visibili, mentre i sindacati del settore sanitario e i gruppi di opposizione collegano le carenze organizzative agli episodi recenti di violenza, reclamando risposte strutturate.
Due episodi concreti che riaccendono l’allarme: Galliera e via XII Ottobre
Il primo episodio registrato riguarda l’ospedale Galliera, dove il 20 giugno 2026 un paziente ha aggredito operatori del pronto soccorso. Un’operatrice ha riportato un trauma addominale dopo un calcio e ha ricevuto cure mediche. Durante le verifiche nella sala d’attesa e nel bagno destinato ai disabili sono state rinvenute delle pietre: per i rappresentanti del personale si tratterebbe non di un raptus isolato ma di un’azione pianificata. La preoccupazione del personale è alta, con richieste esplicite per un presidio di polizia h24 nei pronto soccorso e misure concrete per tutelare chi lavora nel sistema sanitario.
L’episodio ha generato anche reazioni politiche e istituzionali: forze di opposizione hanno chiesto interventi strutturali, mentre l’assessore regionale alla Sanità ha parlato di emergenza e ha prospettato la richiesta al Governo di presidi straordinari, inclusa l’ipotesi di utilizzo dell’esercito all’esterno di alcuni pronto soccorso, in considerazione della natura sensibile delle strutture e della necessità di deterrenza contro la violenza.
Notte di follia in via XII Ottobre: dinamica e conseguenze
La notte successiva, poco dopo la mezzanotte del 21 giugno 2026, un uomo in stato di alterazione ha appiccato un incendio ad alcuni cartoni sotto i portici di via XII Ottobre e poi ha iniziato a lanciare pietre contro i passanti. Le fiamme hanno coinvolto anche alcune piante vicine e, secondo quanto ricostruito dalle forze intervenute, l’uomo avrebbe tentato di autoinfliggersi ustioni senza riuscirci. Sul posto sono intervenuti prontamente i vigili del fuocouna squadra di soccorso sanitario e la poliziache lo ha accompagnato in questura per accertamenti prima del trasporto in codice giallo al pronto soccorso del Galliera.
Questo episodio mette in luce il doppio nodo della cronaca urbana: la presenza di persone senza fissa dimora in condizioni di vulnerabilità e il rischio che situazioni di alterazione sfocino in pericolo per l’incolumità pubblica. Le autorità intervenute hanno segnalato la gravità dei comportamenti e l’urgenza di strategie integrate per la gestione delle emergenze sociali che spesso si declinano in questioni di ordine pubblico.
Complessivamente, gli ultimi fatti di cronaca e lo scontro politico che li accompagna evidenziano la necessità di un confronto operativo tra istituzioni e forze sociali per definire ruoli, risorse e strumenti. La città, tra richieste di sicurezza per i cittadini e garanzie per operatori sanitari e servizi sociali, rimane al centro di un dibattito che chiede risposte concrete e verificabili.



