26 ottobre 2026 ☀ 13°

Il medico che unisce sport estremi e beneficenza sul Monte Bianco

Andrea Pedemonte, medico specialista in medicina dello sport, ha completato un'impresa estrema per beneficenza, unendo immersione in apnea, scalata del Monte Bianco e una lunga pedalata in bicicletta.

Il medico che unisce sport estremi e beneficenza sul Monte Bianco

In un mondo dove l’attenzione è una merce rara, Andrea Pedemonte, medico specialista in medicina dello sport, ha scelto di fare qualcosa di estremo per attirare l’attenzione su due cause importanti: la salute e l’ambiente. La sua impresa, battezzata «From Below to Over for Heart and Earth», è un viaggio che parte dalle profondità del mare e arriva alle vette più alte delle Alpi.

Il 22 giugno 2026, Pedemonte ha iniziato la sua avventura con un’immersione in apnea a 40 metri di profondità. Dopo questa prova, ha scalato il Monte Bianco raggiungendo la vetta a 4.810 metri. Infine, ha percorso circa 300 chilometri in bicicletta, completando l’intera impresa in sole 24 ore. L’obiettivo? Raccogliere fondi e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle tematiche della tutela della salute e della protezione dell’ambiente.

Un’impresa senza precedenti

La sfida di Pedemonte è unica nel suo genere. Non solo per la combinazione di discipline estreme, ma anche per la rapidità con cui è stata completata. L’immersione in apnea, la scalata del Monte Bianco e la lunga pedalata in bicicletta sono state realizzate in una stretta finestra meteorologica compresa tra il 22 giugno e il 5 luglio 2026.

L’iniziativa è legata a doppio filo a una raccolta fondi delle associazioni «C’è Da Fare» e «Marevivo». Queste organizzazioni lavorano per promuovere la tutela della salute e la protezione dell’ambiente, due tematiche che Pedemonte ritiene fondamentali per il futuro del nostro pianeta.

La contaminazione delle microplastiche in alta quota

Mentre Pedemonte affrontava la sua impresa, un’altra notizia preoccupante emergeva dal Monte Bianco. Studi recenti hanno rivelato la presenza di microplastiche anche in alta quota, dove non possono crescere alberi. Questi minuscoli frammenti di plastica, di dimensioni comprese tra 1 micron e 5 millimetri, sono stati trovati nei terreni, nei ghiacciai e nelle acque dei laghi alpini.

Uno studio condotto da Giulia Cesarini dell’Università Roma Tre, Michela Rogora e Silvia Galafassi del Centro Nazionale Italiano delle Ricerche ha rilevato la presenza di microplastiche nei laghi Paione Superiore e Paione Inferiore, situati a oltre 2200 metri di altitudine. Le particelle rilevate sono principalmente fibre sintetiche come il poliestere e il PET, provenienti da attività ricreative locali e trasporto atmosferico a lunga distanza.

La presenza di microplastiche sulla vetta del Monte Bianco

La contaminazione da microplastiche non si limita ai laghi alpini. Recenti ricerche condotte da David Gateuille dell’Università Savoie Mont-Blanc e Frédéric Gillet dell’associazione Aqualti hanno dimostrato che queste particelle sono presenti anche sulla cima del Monte Bianco, a 4.806 metri di altitudine. La principale fonte di contaminazione è la presenza umana, con concentrazioni di particelle che diminuiscono man mano che ci si allontana dalla vetta.

L’analisi chimica ha rivelato una presenza preponderante di poliestere, la fibra sintetica alla base della quasi totalità dell’abbigliamento tecnico moderno. Questi risultati preoccupanti sottolineano la necessità di integrare questi ecosistemi sensibili nei programmi di monitoraggio ambientale.

Nuovi record e sfide estreme

Mentre Pedemonte completava la sua impresa, un’altra notizia di successo arrivava dal mondo dell’alpinismo. Iris Pessey, una 34enne francese, ha stabilito un nuovo record di salita sul Monte Bianco. Partendo da Chamonix alle 3:30 del mattino, Pessey ha raggiunto la vetta in sole 5 ore e 2 minuti, per poi tornare indietro in parapendio, fermando il cronometro a 5 ore e 34 minuti.

Pessey, che ha già al suo attivo numerosi successi nel mondo dello skyrunning e del chilometro verticale, ha dedicato il suo record a tutti coloro che l’hanno sostenuta. La sua impresa è un esempio di come lo sport estremo possa essere utilizzato per ispirare e motivare le persone a raggiungere i propri obiettivi.

In un mondo sempre più interconnesso, le imprese estreme di Pedemonte e Pessey ci ricordano l’importanza di proteggere il nostro pianeta e di promuovere la salute e il benessere. Le loro sfide non solo attirano l’attenzione su tematiche cruciali, ma ispirano anche le persone a fare la loro parte per un futuro migliore.

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