Un’inchiesta dei carabinieri di Savona ha portato alla luce un grave caso di caporalato nei cantieri della nuova diga foranea di Genova. Otto persone sono state arrestate, sette di nazionalità indiana e una pakistana, tutte coinvolte nello sfruttamento di lavoratori stranieri impiegati nella costruzione dei cassoni della diga. L’operazione ha coinvolto anche due società, la genovese Rbb Solution e la bresciana Jh Costruzioni commissariate dalla Procura di Savona.
L’inchiesta e gli arresti
L’indagine è partita lo scorso maggio grazie alla denuncia di alcuni operai che avevano perso il lavoro e l’alloggio fornito dall’azienda bresciana. Gli inquirenti hanno scoperto una rete di sfruttamento che coinvolgeva decine di lavoratori stranieri, reclutati attraverso rotte clandestine e impiegati nei cantieri senza la necessaria formazione e senza conoscere la lingua italiana. I lavoratori erano costretti a versare più della metà del loro stipendio a chi li aveva assunti e a chi aveva falsificato i loro documenti per farli risultare idonei al lavoro.
Le accuse e le indagini
Le accuse mosse contro gli arrestati includono intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Gli inquirenti hanno scoperto che gli operai lavoravano fino a 250 ore al mese senza le necessarie tutele. Alcuni di loro avevano ricevuto false attestazioni di corsi di formazione mai effettuati. L’indagine ha coinvolto anche cantieri in altre regioni italiane, tra cui Bergamo, Brescia, Barletta Andria Trani e Messina.
Le reazioni delle istituzioni
Il governatore della Liguria e commissario straordinario della grande opera del Pnrr, Marco Bucci ha commentato l’inchiesta sottolineando l’importanza dei protocolli di legalità adottati per i cantieri. “Non sono contento che si verifichino ipotesi di condotte illegali, ma sono contento che vengano segnalate”, ha dichiarato Bucci. Il sindaco di Savona, Silvia Salis ha chiesto chiarezza sull’accaduto, definendo l’ipotesi molto grave.
Le critiche dell’opposizione
Le minoranze di sinistra in Regione Liguria hanno criticato la gestione dell’opera da parte di Bucci. L’ex ministro e consigliere regionale del Pd, Andrea Orlando ha chiesto chiarimenti su come sia stato possibile arrivare a una situazione così grave. “Non è ammissibile che ci sia stata una sottovalutazione di questi rischi”, ha affermato Orlando. Più duro il consigliere regionale del Pd, Simone D’Angelo che ha chiesto a Bucci di riferire in commissione regionale per spiegare cosa sta accadendo.
Le richieste dei sindacati
La Fillea Cgil ha denunciato irregolarità nel cantiere di Vado Ligure, chiedendo il ripristino della legalità e la tutela dei lavoratori danneggiati. I consiglieri regionali di Avs, Selena Candia e Jan Casella hanno convocato Bucci in commissione regionale Lavoro per chiedere spiegazioni. Anche il Movimento 5 Stelle con il senatore Luca Pirondini il capogruppo regionale Stefano Giordano e il capogruppo comunale Marco Mes ha chiesto chiarimenti e ha annunciato che continuerà a battersi contro il caporalato e le morti sul lavoro.



