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Crollo Ponte Morandi: le pene per i responsabili e le reazioni

Dopo otto anni dal crollo del Ponte Morandi, il Tribunale di Genova ha emesso le condanne per i responsabili. Scopri i dettagli delle pene e le dichiarazioni delle parti coinvolte.

Crollo Ponte Morandi: le pene per i responsabili e le reazioni

Dopo otto anni dal crollo del Ponte Morandi avvenuto il 14 agosto 2018 il Tribunale di Genova ha emesso le condanne per i responsabili della tragedia che costò la vita a 43 persone. La sentenza di primo grado ha visto condannare 32 imputati su 57 con pene che vanno da 12 anni a 1 anno e 11 mesi.

Le condanne principali

La pena più alta è stata inflitta a Giovanni Castellucci ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia (Aspi) condannato a 12 anni di carcere. La Procura aveva richiesto 18 anni e sei mesi partendo dalla pena massima prevista per il reato di omicidio stradale riferito alla più giovane delle vittime, il piccolo Samuele Robbiano di otto anni. Castellucci è già detenuto nel carcere milanese di Opera dopo la condanna definitiva a sei anni per la strage di Avellino del 28 luglio 2013.

Tra le altre condanne significative, Michele Donferri Mitelli ex capo delle manutenzioni, è stato condannato a 11 anni mentre Mauro Coletta ex capo della Vigilanza del ministero dei Trasporti, ha ricevuto 5 anni. Emanuele De Angelis ex direttore tecnico di Spea Engineering e Maurizio Ceneri responsabile ufficio collaudi e controlli, sono stati condannati entrambi a 10 anni.

Le accuse e le motivazioni

Le accuse riguardano omicidio e disastro colposiomicidio stradale aggravatocrollo doloso e falso. Il Tribunale ha riconosciuto l’aggravante dell’omicidio stradale escludendo invece la violazione della normativa sulla sicurezza sul lavoro e la colpa con previsione dell’evento.

Le due società inizialmente indagate, Aspi e Spea Engineering sono uscite dal processo con un patteggiamento da trenta milioni di euro equivalente al valore del progetto di rafforzamento del ponte, approvato dal ministero delle Infrastrutture e mai realizzato. Secondo l’ipotesi accusatoria, questo progetto avrebbe evitato il disastro.

Le reazioni delle parti coinvolte

Egle Possetti, presidente del Comitato Ricordo Vittime di Ponte Morandi ha commentato la sentenza definendola una strage, non una tragedia. Nicola Piacente procuratore capo di Genova, si è dichiarato soddisfatto, sottolineando che la tesi accusatoria è stata in buona parte confermata.

Dall’altra parte, gli avvocati di Castellucci hanno criticato la condanna, sostenendo che il manager è stato condannato senza colpa. Guido Carlo Alleva uno dei difensori, ha affermato che si è cercato il colpevole ma non la colpa.

Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini ha commentato la sentenza affermando che chi ha sbagliato debba giustamente pagare e che Autostrade per l’Italia deve rispondere con investimenti e manutenzione.

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