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Genova: lancio di bottiglia contro operatrici Afet Aquilone nel centro storico

A Genova, nel centro storico, due operatrici della onlus Afet Aquilone sono state bersaglio di un lancio di bottiglia. La comunità è divisa tra chi chiede sicurezza e chi difende il lavoro sociale.

Genova: lancio di bottiglia contro operatrici Afet Aquilone nel centro storico

Nel cuore del centro storico di Genova, in Vico Croce Bianca, si è verificato un episodio di violenza che ha scosso la comunità locale. Due operatrici della onlus Afet Aquilone e una donna che stavano assistendo una giovane in lacrime sono state bersaglio di un lancio di bottiglia di vetro da un palazzo vicino. L’episodio, avvenuto giovedì scorso, ha sollevato un dibattito acceso tra residenti e operatori sociali.

L’episodio e le denunce

L’episodio è stato denunciato dalla stessa Afet Aquilone, che ha espresso preoccupazione e dispiacere definendolo un punto di non ritorno. “Da oltre un anno – scrive la onlus – il personale del servizio è esposto a pressioni, intimidazioni, minacce e comportamenti ostili da parte di alcuni residenti della zona.” Nonostante le difficoltà, Afet ha sempre scelto la strada del dialogo e della mediazione, evitando di ricorrere agli strumenti giudiziari.

Tuttavia, l’episodio di giovedì ha spinto l’associazione a presentare una formale denuncia alle autorità competenti. “Non possiamo accettare che il nostro personale e gli utenti del servizio siano esposti a situazioni di pericolo a causa di comportamenti violenti e intimidatori”, ha dichiarato Afet. La onlus ha sottolineato l’importanza di costruire relazioni positive con il territorio e di operare nel rispetto delle persone e della legalità.

La risposta del comitato di quartiere

In risposta alle accuse, l’avvocato Marco Marino, rappresentante del comitato di quartiere Residenti del Ghetto in Centro Storico ha smentito categoricamente ogni coinvolgimento dei residenti negli episodi di violenza. “Le persone residenti nel Ghetto – afferma Marino – sono tutte persone di ceto e credo religioso diversi, assolutamente rispettabili e perfettamente integrate nel tessuto sociale locale.” L’avvocato ha inoltre annunciato che qualunque ulteriore episodio di attribuzione di responsabilità ai residenti senza prove concrete sarà segnalato alle autorità giudiziarie.

Il contesto difficile di Vico Croce Bianca

Vico Croce Bianca è da tempo al centro di problemi legati a spaccio, degrado e tensioni sociali. Molti residenti puntano il dito contro il drop-in il centro di accoglienza a bassa soglia gestito da Afet Aquilone, accusato di aver peggiorato la situazione. L’ampliamento degli orari di apertura fino a tarda notte, unito alle difficoltà gestionali, ha trasformato il centro in un fattore di disturbo per il vicinato. Nonostante le critiche, il drop-in rimane uno dei pochi punti di riferimento per le persone più fragili e un presidio sociale strategico per il quartiere.

“Comprendiamo che la presenza di situazioni di marginalità e dipendenza possa generare timori e un senso di insicurezza – spiega Afet -. Proprio per questo, i servizi di riduzione del danno esistono: per prendersi cura delle persone più fragili e contribuire a costruire protezione sociale e sicurezza per l’intera comunità.” La onlus auspica che quanto accaduto rappresenti un’occasione per rafforzare l’alleanza tra l’Amministrazione, le Forze dell’Ordine, gli enti gestori e il territorio, individuando soluzioni condivise che consentano di tutelare il personale e garantire la continuità del servizio.

La difficile convivenza tra fragilità sociale e sicurezza urbana

Il tema della difficile convivenza tra fragilità sociale, sicurezza urbana e vivibilità del centro storico è una criticità che da anni accompagna Vico Croce Bianca. La situazione è ulteriormente complicata dalla presenza di spacciatori e tossicodipendenti, che rendono il quartiere un luogo insicuro e degradato. Nonostante gli sforzi delle autorità e delle associazioni, la situazione rimane complessa e richiede un impegno costante per trovare soluzioni efficaci.

In un contesto così difficile, il drop-in di Afet Aquilone rappresenta un presidio fondamentale per la città, offrendo supporto alle persone più fragili e contribuendo a costruire una comunità più sicura e solidale. Tuttavia, la convivenza tra i residenti e i servizi sociali rimane una sfida aperta, che richiede dialogo, rispetto e collaborazione tra tutte le parti coinvolte.

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