9 Settembre 2026 🌧 25° Allerta arancione · temporali · fino 10 Settembre 01:59

Spiagge libere: blitz della Guardia Costiera contro l’occupazione abusiva

La Guardia Costiera intensifica i controlli sulle spiagge libere della Liguria, sequestrando ombrelloni e sdraio lasciati incustoditi per ore.

Spiagge libere: blitz della Guardia Costiera contro l’occupazione abusiva

Le spiagge libere della Liguria stanno diventando teatro di una lotta senza quartiere contro l’occupazione abusiva. La Guardia Costiera, con l’ausilio della Capitaneria di porto, ha intensificato i controlli per contrastare la pratica di lasciare ombrelloni, sdraio e asciugamani incustoditi per ore, al fine di riservare il posto in prima fila. L’ultima operazione è avvenuta all’alba del 19 luglio 2026 a Moneglia, in provincia di Genova, dove sono stati sequestrati dieci ombrelloni e altrettante sdraio.

L’operazione a Moneglia

Questa mattina, al sorgere del sole, i militari della Capitaneria di porto si sono presentati sull’arenile di Moneglia per ripristinare il decoro e garantire la fruibilità pubblica della spiaggia. L’intervento ha portato al sequestro di dieci ombrelloni e altrettante sedie, lasciati incustoditi per ore dai proprietari con il solo scopo di occupare lo spazio sulla battigia. Una pratica, quella della ‘prenotazione selvaggia’ tramite attrezzatura abbandonata, che è diventata un vero e proprio caso sociale in questi primi weekend di luglio.

Il precedente a Riva Trigoso

L’operazione di oggi segue di pochi giorni il duro intervento avvenuto domenica 12 luglio a Riva Trigoso, nel comune di Sestri levante. Anche in quell’occasione, la Guardia Costiera ha rimosso teli, ombrelloni e borse lasciati in stato di abbandono sin dalle prime ore del mattino. L’obiettivo delle forze dell’ordine è chiaro: contrastare l’occupazione abusiva del suolo demaniale e restituire le spiagge libere alla collettività.

Le conseguenze per i trasgressori

Ma cosa rischia concretamente chi decide di lasciare il proprio materiale incustodito per ore? Il messaggio lanciato dalle autorità è inequivocabile: il mare è di tutti e non può essere considerato un giardino privato. La violazione di questo principio comporta conseguenze non banali. Oltre al sequestro immediato delle attrezzature, i trasgressori vanno incontro a una sanzione amministrativa che parte da 200 euro. Nei casi più gravi, in caso di recidiva o di particolare ostinazione, si può arrivare alla denuncia penale per occupazione abusiva di suolo pubblico.

I controlli proseguiranno per tutta la stagione estiva, con l’obiettivo di garantire che le spiagge libere rimangano accessibili a tutti. La Guardia Costiera ha ribadito l’importanza di rispettare le regole e di non trasformare le spiagge in spazi privati, ma in luoghi di condivisione e rispetto per l’ambiente e per gli altri bagnanti.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Genova adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
NO₂ 7 µg/m³
ACCADUTO OGGI
1298
Andrea Dandolo, ammiraglio della flotta veneta, viene sconfitto dai genovesi presso l'isola dalmata di…